Eurocamera rafforza la tassa sul carbonio alle frontiere, anche sui prodotti lavorati

Operazioni di trasferimento di materiali ferrosi

Il mandato Cbam (meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) è stato rafforzato da Eurocamera con 56 voti a favore ed è stata estesa la portata a oltre duecento prodotti finiti. Andrà confermato in plenaria, forse a settembre

Primo via libera dall’Eurocamera al rafforzamento della tassa sul carbonio alle frontiere, in vigore dal 1° gennaio 2026, una tassa ambientale che colpisce le emissioni di carbonio incorporate nei prodotti che vengono importati da Paesi terzi all’Unione in alcuni settori particolarmente inquinanti, come quello dei fertilizzanti o quelli di ferro e alluminio. La commissione Ambiente (Envi) dell’Eurocamera ha adottato con 56 voti a favore, 11 contrari e 12 astensioni il mandato politico sul Cbam, estendendone la portata a oltre duecento prodotti lavorati, tra cui parti in acciaio e alluminio, fili metallici, molle e articoli per la casa, come frigoriferi e lavatrici.

Nel mandato – che dovrà essere confermato a settembre in plenaria – gli eurodeputati hanno aggiunto un’esenzione per i flussi di elettricità provenienti da paesi extra-Ue utilizzati dagli operatori di rete per mantenere la stabilità delle reti. Tra i settori già coperti dal Cbam ci sono il cemento, il ferro e l’acciaio, l’alluminio, i fertilizzanti, l’elettricità e l’idrogeno. A dicembre la Commissione europea ha proposto un rafforzamento anti-elusione del meccanismo, estendendone la portata anche ai prodotti a valle a tutela dei produttori europei. Tra le altre cose, la commissione Envi ha eliminato la clausola di salvaguardia proposta dalla Commissione per escludere le merci dall’ambito di applicazione in caso di shock dei prezzi e l’opzione di ricorso ai crediti internazionali di carbonio.