Papua Nuova Guinea, joint venture per estrarre oro e rame. Ma gli scarti finirebbero in mare

Papua nuova guinea pescatori contro miniera 2026

Le compagnie minerarie Newmont degli Stati Uniti e Harmony Gold del Sudafrica vogliono estrarre oro e rame a Morobe, in Papua Nuova Guinea. I resti, con metalli e sostanze chimiche, finiranno in mare tramite una condotta di 100 km.  A rischio ambiente e specie rare, oltre che la salute degli abitanti

Due delle più grandi compagnie minerarie al mondo, Newmont degli Stati Uniti e Harmony Gold del Sudafrica, hanno unito le forze per estrarre oro e rame nelle impervie foreste fluviali della provincia di Morobe, in Papua Nuova Guinea. Lo riporta un documento del gruppo di difesa dei diritti ambientali Jubilee Australia Research Centre. In mancanza di una località adatta per conservare gli scarti di roccia frantumata e sostanze chimiche, la joint venture intende costruire una condotta di 100 km per scaricarle nell’oceano.

Il controverso metodo, noto come ‘deep sea tailings placement’, è usato in solo 15 miniere nel mondo, secondo il rapporto del Jubilee Australia Research Centre. Gli scarti pesano quanto 35 torri Eiffel, riporta il documento e “contengono quantità sconosciute di metalli pesanti, oltre ad arsenico, piombo nichel, mercurio, zinco e altri. Le comunità costiere che sarebbero più colpite dall’inquinamento del mare – da cui dipendono – non hanno dato il loro consenso informato al progetto”.

La joint venture, detta Wafi-Golpu project, dichiara in un comunicato che disfarsi degli scarti di roccia in mare è “la soluzione più sicura e più ecologicamente e socialmente responsabile”.

Alcuni villaggi costieri vicino al luogo di scarico a Lae, seconda città per grandezza di Papua Nuova Guinea, ha espresso timori che gli scarti possano contaminare le popolazioni di pesci e mettere in pericolo specie rare. “Alcune comunità respingono totalmente l’intera idea perché ritengono che contaminerebbe il mare, la fauna marina e pertanto la loro sussistenza”, ha detto il vescovo della Chiesa evangelica luterana di Papua Nuova Guinea, Jack Urame. “Non si possono scaricare gli scarti in mare. L’estrazione mineraria sarebbe un grande disastro per gli abitanti”, ha detto.