Roma, 7 lug. (askanews) – Una lettera “molto dura” per rispondere ai presidenti delle Camere e una iniziativa pubblica di protesta: le opposizioni non intendono retrocedere nella battaglia sulla Vigilanza Rai e a Ignazio la Russa e Lorenzo Fontana – che con una missiva hanno chiesto ai gruppi di indicare entro domani i nomi per comporre una “nuova” commissione bicamerale dopo le dimissioni di massa – replicheranno con un ‘no’ motivato nero su bianco.
“Per due anni non hanno fatto nulla e ora agiscono in maniera burocratica”, è il ragionamento accompagnato da un certo stupore degli esponenti della minoranza che in questo caso si muovono in campo larghissimo. Alla riunione che si è svolta nel pomeriggio a Montecitorio, mentre in aula erano in corso le votazioni sul ddl di revisione delle modalità di reclutamento dei ricercatori, ha partecipato oltre ai dem Chiara Braga e Stefano Graziano, al 5 stelle Dario Carotenuto, ad Angelo Bonelli di Avs, a Maria Elena Boschi di Iv, il capogruppo di Azione Matteo Richetti. Dopo il passaggio di Maria Stella Gelmini a Noi Moderati, il partito di Carlo Calenda era rimasto senza rappresentanza nella commissione bicamerale ma secondo la nuova composizione ora avrebbe diritto a un componente. Che tuttavia, come il resto delle opposizioni, Azione non indicherà.
“La maggioranza ha bloccato la vigilanza Rai per quasi due anni. Ora qualsiasi accelerazione sarebbe strumentale. Ovviamente non daremo alcun nome ma appare evidente la strategia della destra basata su quanto hanno fatto in commissione covid, con l’obiettivo di occupare anche la vigilanza Rai a un anno dalle elezioni. Se lo facessero si assumerebbero una responsabilità enorme. Saremmo di fronte a un golpe parlamentare”, affermano i capigruppo M5S al Senato e alla Camera Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi.
Le opposizioni chiedono una svolta sul Media freedom act, il regolamento europeo in vigore da un anno, non ancora recepito in Italia. Ma la commissione del Senato che avrebbe dovuto occuparsene oggi e domani è stata sconvocata.
A questo punto i presidenti delle Camere potrebbero procedere a nominare comunque i componenti per assicurare l’operatività della Vigilanza ma l’intenzione che trapela è di non fare forzature. Intanto aspettare domani, magari anche concedere qualche giorno di riflessione in più per poi inviare un nuovo sollecito.
“Continua imperterrita la volontà di parte dell’opposizione di bloccare tutto, ricorrendo a scuse risibili”, attaccano i capigruppo di Fi Stefania Craxi e Enrico Costa che per parte loro hanno provveduto “tempestivamente” alla comunicazione dei nuovi componenti azzurri (Maurizio Gasparri, Mario Occhiuto, Roberto Rosso, Rita Dalla Chiesa, Andrea Orsini) ribadendo “l’esigenza che tutti, maggioranza e opposizione, concorrano al ripristino della piena operatività della Commissione, ponendo fine a una situazione che non ha alcuna giustificazione politica né istituzionale e che rischia di minare la credibilità del Parlamento”.
Il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi. Si dice “sorpreso dalla decisione delle opposizioni. Dovremmo evitare il muro contro muro e fare tutti uno sforzo per superare questo stallo e permettere il corretto funzionamento della Commissione di Vigilanza, perché questa situazione danneggia non il centrodestra o il centrosinistra, ma le istituzioni e la stessa Rai”.
Intanto la maggioranza, anche in Vigilanza, si ritrova a dover fare i conti con la grana Vannacci. L’ex generale chiede che il componente che spetta al gruppo Misto alla Camera indicare per la Vigilanza sia un deputato di Futuro Nazionale. La richiesta è stata avanzata in una lettera del deputato Edoardo Ziello a Fontana e al presidente dei deputati del Misto Manfred Schullian: “Siamo di gran lunga la componente più numerosa del gruppo Misto ma nessuno ha pensato di darci una rappresentanza. Per quale motivo ci viene negata? Si vuole censurare il nostro partito”.
Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari tuttavia l’intenzione di Schullian sarebbe quella di confermare il deputato di Svp Dieter Steger.
