Mondiali a 64 squadre, il presidente FIFA Gianni Infantino apre alla rivoluzione! Muro di UEFA e CONCACAF
La FIFA apre ufficialmente alla clamorosa ipotesi di un Mondiale a 64 squadre. Il presidente Gianni Infantino, nel corso di un’intervista a Bluewin, ha lanciato l’idea di un ulteriore allargamento del torneo, mentre è in pieno svolgimento l’edizione a 48 nazionali, definita dallo stesso capo del calcio mondiale come un enorme successo. La proposta sta già sollevando forti discussioni e registra il netto rifiuto da parte dei vertici calcistici europei e nordamericani, guidati da Aleksander Ceferin e Victor Montagliani, pronti a dare battaglia per tutelare l’integrità delle qualificazioni.
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La filosofia di Infantino: spazio a tutti i continenti
L’apertura a un incremento delle partecipanti risponde a una precisa visione geopolitica del numero uno del calcio globale, intenzionato a scardinare il classico monopolio calcistico. Infantino ha infatti dichiarato: “Un Mondiale con 64 squadre è senza dubbio una questione che verrà analizzata e dibattuta nelle commissioni competenti dopo questo Mondiale. Quando si organizza un Mondiale, lo si organizza per il mondo intero. Non solo per l’Europa e il Sud America, ma per tutti i continenti”.
L’obiettivo della federazione internazionale è quello di espandere i confini della competizione, offrendo una vetrina globale alle federazioni minori e stimolando gli investimenti nei vivai locali. A supporto della sua tesi, il dirigente elvetico ha aggiunto: “Tutte le nazioni dovrebbero poter sognare di partecipare alla Coppa del Mondo. È evidente che la qualità delle nazionali è altissima e sta crescendo sempre di più a livello mondiale. Se non diamo ai paesi più piccoli l’opportunità di partecipare alla Coppa del Mondo, non avranno alcun incentivo a continuare a migliorare”.
Cosa cambierebbe per i Mondiali 2030 in tre continenti
L’eventuale adozione del nuovo format stravolgerebbe la pianificazione strategica della Coppa del Mondo 2030, un’edizione storica destinata a toccare tre diversi continenti. Il piano originario prevede che Marocco, Portogallo e Spagna figurino come paesi organizzatori principali, mentre Uruguay, Argentina e Paraguay dovrebbero ospitare un singolo match inaugurale ciascuno per celebrare il centenario del torneo nato nel 1930.
Con l’introduzione delle 64 partecipanti, lo scenario muterebbe radicalmente: le tre federazioni sudamericane otterrebbero il diritto di ospitare un intero girone ciascuna. Questa mossa aggirerebbe strategicamente le rigide norme di rotazione della Fifa, le quali, nello scenario attuale, escluderebbero il Sudamerica dalla possibilità di presentare candidature formali fino al 2042.
Il muro di UEFA e CONCACAF: qualificazioni a rischio inutilità
I piani espansionistici della governance mondiale si scontrano però con l’opposizione frontale della UEFA e della CONCACAF. Il presidente europeo Aleksander Ceferin e il suo omologo nordamericano Victor Montagliani hanno già bocciato il progetto definendolo dannoso per la stabilità dei calendari. Ammettere alla fase finale più di un quarto dei 210 membri Fifa finirebbe per svilire il valore sportivo dell’evento. Secondo i critici, l’allargamento comporterebbe la totale inutilità dei gironi eliminatori preliminari, svuotando di significato i match di qualificazione e sovraccaricando ulteriormente la salute dei calciatori.
