Nella comunità di Gomez Palacio, in Messico, in migliaia si oppongono a una mega-miniera di cianuro di sodio. Nel corso di manifestazioni in difesa del diritto all’acqua, 28 attivisti sono stati incarcerati. Il Fronte unito dei popoli della laguna ne chiede la liberazione
Non lontano dal confine tra Messico e Usa una lunga carovana di uomini e donne in marcia ha invaso le strade di Lerdo, nello stato di Durango: chiede il rilascio di 28 detenuti del Fronte Unito della Laguna. In Messico la gestione delle acque è una priorità sempre più urgente. La carenza della risorsa, il suo utilizzo sempre più esclusivo per pochi e l’inquinamento preoccupano non solo quartieri delle periferie urbane, ma intere città.
Tre sono i pericoli principali in questo angolo di Paese: l’ammoniaca, che potrebbe causare un inquinamento devastante, il consumo di acqua che verrà sottratta ai contadini e la difesa dell’oasi naturale a nord del fiume Nazas nel Parco naturale del Canyon di Fernandez. Parliamo di un polmone verde bagnato da acque che potrebbero subire una perdita di flusso e quindi di equilibrio con l’ecosistema, cuore pulsante di questa area di Messico. Gli uccelli migratori diretti in Canada si fermano nella riserva dopo aver percorso migliaia di chilometri, tra deserti e pianure.
Questo accade soprattutto al nord, tra il deserto rovente e le cittadine costruite quasi a ridosso della frontiera. Dalla paura di una restrizione sempre maggiore dell’acqua, un bene indispensabile alla vita di uomini e natura, è nato il Fronte unito dei Popoli Della Laguna in difesa della vita, del territorio e dell’acqua. Ne fanno parte 21 comunità di Gómez Palacio, nello stato di Durango. Durango, la città cantata da Bob Dylan (Romance in Durango) e ripresa da De Andrè, è alle prese con un diritto alla vita messo in bilico da logiche affaristiche.

Migliaia di persone sono scese in piazza, tra queste tante sono donne, ragazze, madri, preoccupate per la vita delle loro famiglie. Più di 40mila hanno firmato per fermare i lavori schierandosi per la tutela della natura. La lotta parte dal 2017 e ha un obiettivo preciso, opporsi all’installazione di una mega-miniera di cianuro di sodio da parte di una società mineraria internazionale. Il movimento è diventato un simbolo regionale di resistenza socio-ambientale. Il suo impatto recente è evidenziato da una serie di scontri avvenuti nel corso di manifestazioni pacifiche in difesa della terra, 28 attivisti e manifestanti sono stati incarcerati dalla polizia federale. Il 18 marzo durante una manifestazione di protesta contro l’impresa produttrice di polvere da sparo e materiali esplosivi utilizzati dall’industria mineraria situata nelle vicinanze della comunità Abisinia Dinamita, nel comune di Gómez Palacio, alcuni manifestanti sono stati arrestati.
In solidarietà delle persone arrestare numerosi membri del Fronte Unito hanno compiuto tre giorni di viaggio verso Città del Messico per chiedere la liberazione dei detenuti. Un gesto faticoso, considerando le grandi distanze nel Paese latino americano e il caldo di questo periodo, ma necessario per far sentire la presenza a donne e uomini che stanno lottando e rischiando a difesa della loro terra. E infatti non sono mancate le conseguenze. Alicia Ochoa, Calixto Ochoa Ortiz e il professor Hipólito Trujillo, che partecipano alla carovana, hanno denunciato le aggressioni ricevute durante gli arresti e chiesto la revisione dei processi giudiziari. Uno dei detenuti, Javier Mendoza, è morto alcuni giorni dopo la cattura: per lui il movimento ha richiesto un’indagine sulle morte. La carovana, partita da Gómez Palacio, ha percorso diversi stati della federazione: Durango, Zacatecas, Aguascalientes e San Luis Potosí per arrivare alla capitale, Città del Messico e chiedere la scarcerazione di chi sta lottando per la vita in Messico.
