Savicevic parla dopo la scomparsa di Franco Baresi: «Era il mio grande capitano. Come fai a non dare il Pallone d’Oro a Baresi?»
La scomparsa di Franco Baresi ha scosso profondamente il mondo del calcio, lasciando un vuoto che va oltre i confini del tifo e delle rivalità. Baresi non è stato soltanto un grande difensore: è stato una leggenda assoluta, un simbolo del Milan e di un’epoca irripetibile, un capitano capace di incarnare valori, stile e identità come pochi altri nella storia di questo sport.
Con lui, il club rossonero ha scritto pagine memorabili, condivise con campioni che hanno segnato un’era, tra cui Dejan Savićević, il “Genio”, autore di uno dei quattro gol nella storica finale di Champions League contro il Barcellona nel 1994.
Una notte iconica, che Baresi non poté vivere in campo a causa della squalifica, ma che rimane comunque parte della sua storia, del suo Milan e della sua leadership. Proprio Savićević, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha voluto ricordare il suo Capitano.
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“MI VOLEVA BENE” «Era il mio capitano, il mio grande capitano. Mi voleva bene, ci voleva bene, perché eravamo il Milan. Ma il Milan era lui, non c’è stato e non ci sarà mai più nessuno come lui».
IL RICORDO «Una grande persona, un grande uomo. E un grande compagno di squadra, un giocatore meraviglioso: aveva il calcio dentro, capiva tutto, una visione di gioco incredibile. San Siro cantava: ‘Un capitano, c’è solo un capitano’. Bellissimo ascoltare quei cori, facevano venire la pelle d’oca, davano la carica a tutti».
MEGLIO DI BECKENBAUER? «Beckenbauer l’ho visto solo con la sua nazionale, ero un ragazzino, ho ricordi lontani, un campione, grande classe. Baresi era come lui. Anzi lui e Paolo Maldini sono stati i più grandi del mondo. Franco ha vinto tanto e doveva vincere ancora di più».
IL PALLONE D’ORO «Soprattutto quello. Ma dai: è una vergogna. Come fai a non dare il Pallone d’Oro a Baresi? Ma la colpa è vostra…».
NOSTRA? «Di voi giornalisti. Non l’avete votato. Vincevano solo gli olandesi. Rijkaard arrivava sempre prima di lui, primi posti. Adesso, con tutto il rispetto per Rijkaard, stiamo parlando di un centrocampista, buoni passaggi, buon calcio. Ma Baresi era un’altra cosa: lui era un fenomeno. Guarda, non parlarmi del pallone d’Oro che m’inc…».
FURIOSO «E Cannavaro. Eh? E non Franco Baresi, uno dei più grandi difensori della storia del calcio. Non dico che è una vergogna, ma non erano come Baresi. Ma lui aveva anche un grande pregio: non se la prendeva. Diceva: va bene, dai, lasciamo perdere, pensiamo positivo. Era un leader, ci passava sopra».
