“Il “Terzo uomo” è il titolo di uno straordinario film del dopoguerra di Carol Reed, lasciamolo li. Fa più bella figura. Di leader ne abbiamo fin troppi. Legittimati dal loro lavoro. Elly Schlein, leader del mio partito; poi Conte, Salis, e i segretari di valore di tutti i partiti della coalizione. Non è emersa, come fu per Prodi grazie anche alla generosità e lungimiranza di D’Alema, una personalità esterna e indiscussa e naturalmente in grado di rappresentare tutti’. Così Goffredo Bettini, dirigente del Pd e direttore editoriale della rivista Rinascita, in una intervista al Foglio.
“Conte sottomette il Pd mi fa sorridere”
“Se Conte sottomette il Pd? Questa domanda mi fa sorridere. Conte è al centro di attacchi continui e micidiali. Difende da solo il suo elettorato, decisivo per battere la destra. Lo difende con dignità ed efficacia”.

“Il Pd – aggiunge Bettini – non solo non subisce un suo condizionamento, ma quando è ritenuto necessario si è distinto con nettezza. Semmai, l’impressione di questi giorni è che ho trovato poca solidarietà di fronte alle insinuazioni, malvagità e volgarità rivolte alla famiglia di Conte. Di questo, credo, lui abbia sofferto”.
“Renzi si è collocato nel centro sinistra – osserva ancora -. Ha fatto benissimo. È stato un tormento per la premier. Sceglierà lui se parteciperà alle primarie, qualora si dovessero svolgere. In questo caso, spero il più presto possibile. Per carattere e storia è difficile nasconderlo dentro un “contenitore” con più protagonisti. Non sta a me decidere, per fortuna. Dico solo che Renzi può valere di più rispetto ai sondaggi indicati per il suo partito”.
“La Salis è un rebus”
“La Salis è un rebus – dice Bettini -. Donna intelligente e coraggiosa. Se scegliesse di partecipare alle primarie, allargherebbe i consensi del nostro schieramento complessivo. Non in rappresentanza del centro. Lei è trasversale. È orgogliosa di esserlo. Parla di operai e di Palestina. Può attrarre voti di diverso orientamento dall’astensionismo. Il centro è già ben presidiato. Di Renzi ho detto. E poi c’è Onorato con il suo “Progetto Civico” in incredibile espansione. E ancora: Maraio, con i socialisti, rinnovati e combattivi. E tante altre importanti personalità”.
“Calenda con noi porterebbe solo ambiguità”
“È offensivo per Calenda intimargli ancora di stare nel campo progressista. Lui ha scelto di costruire un terzo polo e ha detto che spera nel pareggio. Per proseguire sulla strada dei governi tecnici, consociativi, elitari, non espressione di un voto popolare. Su questa via la sinistra italiana si è affossata e si è aperta la strada all’estrema destra. Spero solo che tolga più voti alla Meloni, piuttosto che a noi. Ma venendo con noi porterebbe solo ambiguità e confusione. Campo largo, ho detto più volte! – conclude il dirigente dem -. Ma non un campo a casaccio, raccogliticcio, trasformista”.
L’articolo I paletti di Bettini, guru del campo largo: “Renzi alle primarie, Calenda no. Salis è un rebus” proviene da Blitz quotidiano.
