Niente domiciliari per Lavitola: “Chiesi solo di sparare contro la villetta”. Chi condurrà Report se la Rai decidesse di scaricare Ranucci

Valter Lavitola aveva commissionato agli autori materiali una azione con “diverse modalità” per l’attentato a Sigfrido Ranucci. Non un ordigno, quindi, ma “quattro o cinque colpi di pistola verso il muro” della villetta del conduttore di Report a Pomezia, centro vicino Roma. È quanto avrebbe detto ieri al gip. Dopo il blitz dinamitardo dell’ottobre scorso l’indagato non avrebbe comunque avuto nulla da ridire ritenendo lo scoppio di un ordigno rudimentale comunque di “valore dimostrativo”.

Questa versione, per il legale di Ranucci Roberto De Vita “lascia sgomenti” e “conferma il delirante teatro della follia”. De Vita ha ricordato che Ranucci ha già la scorta ininterrotta dal 2021 e che la sua popolarità è già da tempo “elevatissima”. Quindi, è stata la sua conclusione, “se il movente è quello, si colloca tra l’inutile e il rassicurante. Ovviamente un conto è la confessione, altro la valutazione della credibilità” di Lavitola.

Lavitola non andrà ai domiciliari

Sempre ieri, il difensore di Lavitola ha presentato la richiesta di arresti domiciliari. La Procura di Roma, a quanto pare, darà però parere negativo. La richiesta dell’avvocato Sergio Cola si basa – a suo dire – sulla “ammissione di responsabilità” di Lavitola e la conseguente collaborazione con gli inquirenti. Inoltre per il legale mancherebbe a questo punto il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. La Procura di Roma però la pensa diversamente e rigetterà a breve la richiesta di domiciliari.

Ranucci sarà ascoltato per capire cosa sapeva o aveva intuito

Ranucci resta al momento parte offesa ma alla luce delle dichiarazioni rese dall’imprenditore non è escluso che nelle prossime settimane possa essere convocato nuovamente in Procura per capire se sapeva o aveva intuito qualcosa. Un’audizione probabilmente a “chiarimento” non solo delle parole di Lavitola ma anche su quanto accertato nelle ultime settimane anche grazie all’analisi del cellulare dell’ex editore dell’Avanti!.

Ranucci non lascerà la trasmissione: “Io via da Report? Mi caccino”

A parlare in queste ore è anche Sigfrido Ranucci che ha detto di non credere al movente dichiarato da Lavitola ed ha commentato le voci su un possibile addio alla trasmissione. Ranucci, come scrive Repubblica, non lascerà di sua spontanea volontà Report: “Piuttosto mi caccino” è stato il suo commento.

Nel caso in cui la Rai procedesse verso la sua sostituzione, ipotesi al momento prematura dato che l’azienda non si pronuncerà almeno fino alla relazione del Comitato etico,  ci sarebbe la possibilità di mandare in onda due “consoli” che conducono la trasmissione insieme. I due potrebbero essere Maria Cuffaro da una parte, Alessio Zucchini o Federico Ruffo che ha risollevato le sorti di Mi Manda Rai Tre dall’altra. Si potrebbe sennò puntare sull’outsider Alberto Nerazzini, il giornalista che dopo essere stato a fianco di Milena Gabanelli, attualmente cura delle inchieste su La7 insieme a Corrado Formigli.

Si ipotizza sennò che a scegliere sia la redazione stessa come è stato fatto con Chi l’ha visto? che vedrà in onda l’interna Raffaella Griggi nella prossima stagione, oppure si potrebbe optare per un collage di inchieste senza un anchorman. Scelta che permetterebbe alla Rai di scegliere senza fretta il successore di Ranucci.

 

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