Lega, Romeo: senza segnali di rinnovamento il quadro si farebbe complicato

Roma, 28 ago. (askanews) – “Siamo da sempre un movimento post ideologico, che guarda ai problemi quotidiani della gente senza inseguire teorie avulse dalla nostra storia. Ma questa è anche la differenza tra la Lega e Vannacci. Salvini ha dimostrato che molte cose si possono realizzare, come la difesa dei confini. Il generale invece parla di remigrazione: chi convaliderebbe poi le misure di rimpatrio? Resta uno slogan. Dobbiamo dimostrare che i fatti sono meglio degli slogan. Come si faceva una volta”. Così Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato della Lega e segretario della Lega lombarda, uno dei dirigenti più esposti nella critica al segretario federale Matteo Salvini, tratteggia, in un colloquio con il Foglio, la fisionomia del partito che i “nordisti” vorrebbero ridisegnare.

Tornando a Roberto Vannacci, l’ex vicesegretario che ha fondato Futuro nazionale, la Lega, spiega, non lo deve inseguire: “Tra l’originale e la brutta copia la gente sceglierà sempre il primo: noi non siamo mai stati di estrema destra. La svolta nazionale va bene, ma tornando a essere il sindacato del territorio. Già dalla prossima Pontida”.

La richiesta avanzata dall’ala critica del Carroccio, di una direzione collegiale del partito, lascia intendere Romeo, non è negoziabile: “Ci vuole un confronto che tenga conto di queste istanze. Pontida per noi resta sacra: si respira un clima di grande attesa dettata dalla possibilità di avere un forte segnale di rinnovamento”. E se poi non arrivasse? “Il quadro si farebbe complicato”.

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