La presenza dei mufloni in Trentino risale ai primi anni ’70: i primi esemplari vi furono introdotti dalla Sardegna per alimentare il mercato delle attività venatorie, cinquant’anni più tardi sembra non ci sia più posto per loro, ormai ridotti a una piccola comunità minacciata sia dai cacciatori sia dai lupi.
La delibera della Provincia di Trento
La notizia di questi giorni è che la Provincia di Trento ha dato il via libera all’abbattimento di 129 dei circa 400 mufloni presenti sul territorio.

Questo a dispetto degli appunti forniti dagli Uffici distrettuali forestali: lo stato di salute di questa specie – riferisce un articolo dedicato del Corriere della Sera – è “in veloce trasformazione, con un calo evidente delle consistenze in tutte le colonie storiche”.
Il fatto è che questa specie non ha avuto il tempo di sviluppare comportamenti evolutivi corrispondenti a quelli del lupo: per questo non è capace di difendersi bene dai predatori, lupo in prims.
Il paradosso rivelato da diversi studi consiste nella circostanza secondo cui proprio i cacciatori – che foraggiavano a livello nutrizionale i mufloni per accrescerne il numero – abbiano contribuito alla loro fine.
L’articolo Il Trentino autorizza l’abbattimento di 129 dei 400 mufloni presenti. Una specie braccata da lupi e doppiette proviene da Blitz quotidiano.
