Roma, 2 set. (askanews) – “Improbabile ma non impossibile. Inferiori al 50 per cento”: così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato dal Corriere della sera, risponde a una domanda sulle probabilità che la norma sul ballottaggio venga inserita nella riforma elettorale attesa in aula a palazzo Madama la prossima settimana.
La Russa spiega di trovare “incomprensibile la levata di scudi a sinistra contro il ballottaggio. L’avevo proposto io diversi mesi fa, e nella prima bozza c’era. L’intento era quello di avvicinare le posizioni tra destra e sinistra, non certo di dividere. È sempre stato più gradito alla sinistra. Il costituzionalista Ceccanti, audito su richiesta del Pd, si è speso molto a favore del ballottaggio. E anche Renzi (da capo del Pd), Bersani, D’Alema e Franceschini si pronunciarono a favore”, ricorda l’esponente di Fratelli d’Italia.
Quanto al giudizio negativo della Lega, “non è favorevole al ballottaggio, forse temendo – sottolinea – che favorisca a suo danno Vannacci. Lui, al contrario, protesta e non vuole che venga introdotto. In realtà il senatore Pera ha presentato l’emendamento, non per fare dispetto a lui o al Pd, ma perché crede sia la soluzione migliore. E la sua statura ci impedisce di pensare diversamente”.
Camere a maggioranze difformi non vi spaventano? “No. Perché – precisa ancora La Russa – con qualsiasi legge si può verificare. E perché se le maggioranze fossero difformi con il ballottaggio i seggi verrebbero assegnati su base proporzionale”.
