Il gran caldo dell’estate sembra ormai vicino alla conclusione. I prossimi due giorni potrebbero essere gli ultimi caratterizzati da temperature ancora superiori alla media, mentre da mercoledì 9 settembre è atteso un cambiamento deciso, con l’arrivo di aria più fresca e precipitazioni. A spiegare la svolta è Bernado Gozzini, direttore del consorzio Lamma del Consiglio Nazionale delle Ricerche, secondo cui è in arrivo un “cambiamento sostanziale” rispetto alle condizioni osservate finora. A provocarlo sarà una maggiore dinamicità della circolazione atmosferica, legata a una perturbazione proveniente dall’Atlantico. La bassa pressione attraverserà inizialmente Gran Bretagna e Francia per poi raggiungere l’Italia, determinando un significativo calo delle temperature.
Temporali e maltempo da Nord a Sud
I primi segnali del cambiamento potrebbero arrivare già martedì 8 settembre, soprattutto sulle regioni dell’arco alpino, con temperature in diminuzione e maggiore instabilità in Piemonte, Lombardia e Veneto. Mercoledì 9 la perturbazione interesserà invece il Centro-Nord, dal Lazio in su. L’arrivo di aria fredda in quota, a contatto con quella calda accumulata nei giorni precedenti, potrebbe favorire temporali intensi, colpi di vento e grandinate. Giovedì 10 il peggioramento si estenderà alle regioni tirreniche e al Sud, interessando in particolare Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Il maltempo continuerà anche su Lazio, Toscana e Marche, mentre al Nord-Ovest torneranno gradualmente condizioni più soleggiate. Temporali residui sono previsti venerdì e durante il successivo fine settimana soprattutto al Sud, tra Puglia, Calabria e Basilicata.
L’estate 2026 sfida il record del 2003
Il cambiamento potrebbe durare fino a metà settembre, ma le previsioni a più lunga scadenza non escludono un ritorno del caldo nella seconda parte del mese. Secondo il meteorologo Andrea Giuliacci, potrebbero esserci ancora giornate tipicamente estive, anche se i lunghi periodi caldi e stabili sembrano ormai alle spalle.
Intanto cresce l’attenzione sui bilanci dell’estate 2026: le prime analisi fanno ipotizzare che possa essere stata addirittura più calda del 2003, finora considerato l’anno record in Italia. In alcune zone, come il Veneto, quel primato sarebbe già stato superato. La differenza rispetto a vent’anni fa, spiegano gli esperti, è però significativa: le temperature medie sono progressivamente aumentate e livelli di caldo come quelli registrati nel 2026 potrebbero diventare più frequenti in futuro.
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