Al via la prima edizione della Carovana del Po

Big Jump 2022

Dal 19 al 27 settembre, in viaggio lungo (e per) il Grande Fiume. La campagna, promossa dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e da Legambiente nell’ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO, seguirà il corso del Grande Fiume dalle sorgenti del Monviso fino al Delta

Nove giorni tra escursioni, talk e performance artistiche per raccontare come sta cambiando il bacino padano, far conoscere le strategie di adattamento alla crisi climatica e creare occasioni di confronto tra cittadinanza, comunità scientifica e mondo della cultura

Un viaggio che comincia seguendo il Po dalle sue sorgenti, ai piedi del Monviso, e arriva fino al Delta, dove il fiume incontra l’Adriatico. Dal 19 al 27 settembre prende il via la prima edizione della Carovana del Po, la campagna itinerante promossa dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e da Legambiente nell’ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO, nata per raccontare da vicino le trasformazioni del Grande Fiume, le fragilità rese più evidenti dalla crisi climatica e le esperienze di adattamento già in campo.

La Carovana è stata presentata sabato pomeriggio, 12 settembre, alla Polisportiva Amici del Po di Casalmaggiore, nell’ambito della sedicesima edizione della Discesa del Po, la manifestazione che porta cittadini e associazioni lungo il fiume a piedi, in bicicletta, in canoa, SUP e barca. Un’anteprima coerente con lo spirito della campagna: tornare a guardare il Po dal suo corso, attraversarlo e incontrare chi lo vive e lo gestisce ogni giorno.

Per nove giorni la Carovana seguirà il fiume attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, alternando scienza, conoscenza dei territori e linguaggi culturali. Si partirà il 19 settembre a Settimo Torinese, per poi raggiungere le sorgenti di Pian del Re, dove il cambiamento del clima alpino significa anche interrogarsi sul futuro della neve e della riserva d’acqua che alimenta il bacino. Il viaggio proseguirà tra i sistemi irrigui e le grandi opere che regolano l’acqua della pianura, gli ambienti laterali del fiume, il Polo scientifico di Boretto, la centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro e l’impianto idrovoro di Palantone, fino alle zone dove acqua dolce e acqua salata si incontrano nel Delta.

Non sarà però soltanto un viaggio tecnico. Teatro, narrazione, arti performative e divulgazione accompagneranno la Carovana lungo tutto il percorso: dagli spettacoli di Mulino ad Arte e Faber Teater in Piemonte fino all’incontro, il 26 settembre a Comacchio, con Marco Paolini e Matilde Vigna, dove la Carovana del Po incontrerà l’Atlante delle Rive con Viviamo tutti in riva al mare, un racconto dedicato al rapporto tra acqua, territori e cambiamenti climatici. Il viaggio si chiuderà il giorno successivo a Castiglione di Ravenna con I fiumi invisibili di Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, nato dalle storie raccolte tra circa cento cittadine e cittadini.

Il Distretto del Po alla prova della crisi climatica

Il viaggio della Carovana attraversa un bacino che ha un peso ambientale, economico e sociale ben più ampio dei territori direttamente affacciati sul fiume. Il Distretto del Po si estende per circa 87mila chilometri quadrati e ospita circa 20 milioni di persone, quasi un terzo della popolazione italiana; qui viene prodotto oltre il 40% del PIL nazionale, il 55% della produzione idroelettrica e si concentrano più di 3 milioni di ettari di superficie agricola. Numeri che restituiscono quanto la disponibilità e la gestione dell’acqua siano centrali non solo per gli ecosistemi, ma anche per l’agricoltura, la produzione energetica e le attività economiche del Paese.

L’estate appena trascorsa ne ha mostrato ancora una volta la vulnerabilità. Già in primavera le temperature sopra la media avevano accelerato lo scioglimento delle nevi sull’arco alpino, riducendo in anticipo una delle principali riserve d’acqua del bacino. A fine giugno, l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino registrava una progressiva riduzione delle portate e disponibilità idriche inferiori alla media in diversi settori del Distretto. A Pontelagoscuro, sezione di riferimento prima del Delta, la portata era scesa sotto la soglia critica dei 450 m³/s per il contenimento dell’intrusione salina, fino a raggiungere 313 m³/s il 1° luglio. Gli effetti erano già visibili alla foce: lo scorso 25 giugno il cuneo salino aveva raggiunto 16-18 chilometri nel ramo Pila/Venezia e 18-20 chilometri nel ramo di Goro, con ripercussioni sui prelievi irrigui.

Dalle montagne al Delta, la disponibilità di neve, le portate del fiume e la risalita dell’acqua salata sono quindi parti dello stesso sistema e mostrano quanto gli effetti della crisi climatica si propaghino lungo l’intero bacino.

Lungo questo stesso asse, dalle Alpi al Delta, si sviluppa anche il sistema delle cinque Riserve della Biosfera MaB UNESCO legate al Po: Monviso, Collina Po, Ticino Val Grande Verbano, PoGrande e Delta Po. Dal 2024 le cinque aree hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per rafforzare la collaborazione lungo l’asta del Grande Fiume, mettendo in relazione tutela degli ecosistemi, gestione della risorsa idrica, comunità e sviluppo sostenibile.

È in questo quadro che agisce LIFE CLIMAX PO – CLIMate Adaptation for the PO river basin district, il progetto strategico cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione europea e coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po. Nove anni di attività, dal 2023 al 2032, 25 partner e un investimento complessivo di circa 18 milioni di euro per rafforzare la capacità di adattamento del Distretto, migliorare la gestione delle risorse idriche e sperimentare soluzioni applicabili a territori che devono confrontarsi con siccità, eventi estremi, perdita di biodiversità e cambiamenti nella disponibilità d’acqua.

ll viaggio della Carovana sarà raccontato, tappa dopo tappa, sul sito www.lifeclimaxpo.adbpo.it  e sui canali social di LIFE CLIMAX POFacebook | LinkedIn | Instagram

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