Mario Roggero, doppio stop al differimento della pena: il Tribunale di Milano dice no

Per Mario Roggero arriva un nuovo stop alla richiesta di differimento della pena. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha infatti dichiarato inammissibile l’istanza presentata dalla difesa del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante la rapina al suo negozio nel 2021. Il provvedimento è stato depositato il 17 settembre ed è in linea con la richiesta della Procura generale.

Roggero, 72 anni, si trova attualmente detenuto nel carcere di Bollate. La richiesta della difesa era collegata alla domanda di grazia presentata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e mirava a ottenere il rinvio dell’esecuzione della pena in attesa della decisione del Quirinale.

Che cos’è il differimento della pena

Il differimento dell’esecuzione della pena, previsto in diverse ipotesi dal Codice penale, consiste nel rinvio dell’inizio o della prosecuzione della detenzione. Può essere disposto, tra gli altri casi, quando è stata presentata una domanda di grazia, oppure in presenza di condizioni di salute particolarmente gravi o in alcune specifiche situazioni legate alla maternità. La decisione spetta al Tribunale di Sorveglianza e può essere impugnata davanti alla Cassazione.

Nel caso della domanda di grazia, però, il differimento è soggetto a specifici presupposti. Secondo i giudici milanesi, la giurisprudenza consolidata considera applicabile questo istituto, in presenza di una richiesta di grazia, quando l’esecuzione della pena non è ancora iniziata. Roggero aveva invece presentato l’istanza quando era già entrato nel carcere di Bollate.

Il precedente di Torino e il prossimo passaggio

La decisione di Milano arriva pochi giorni dopo quella del Tribunale di Sorveglianza di Torino, che aveva respinto una richiesta analoga. In quel caso la difesa aveva chiesto il differimento della pena in attesa della decisione sulla grazia e, in subordine, la detenzione domiciliare.

Nel corso dell’udienza milanese del 16 settembre, Roggero aveva parlato del periodo trascorso in carcere e aveva dichiarato di aver avviato un percorso di riflessione sulla propria condotta, riconoscendo di aver agito quel giorno in modo troppo impulsivo.

Sul piano giudiziario, dunque, arrivano due decisioni sfavorevoli alla richiesta di differimento, anche se con formule differenti: Torino ha respinto l’istanza, mentre Milano l’ha dichiarata inammissibile. Resta inoltre aperta la questione relativa alla competenza tra i due Tribunali di Sorveglianza, sulla quale dovrà pronunciarsi la Corte di Cassazione.

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