Milano, 18 set. (askanews) – La scaletta degli interventi ancora non si conosce, non si sa se dal palco parleranno anche Massimiliano Romeo e Luca Zaia. Così come non si sa ancora quale sarà la risposta di Matteo Salvini alle richieste dei ‘nordisti’.E di conseguenza, non si sa ancora se a Pontida le tensioni nella Lega resteranno sottotraccia o se esploderanno in contestazioni plateali. Il clima resta teso, e di sicuro non aiutano le polemiche sulla scarsa partecipazione dalle regioni del Nord e la mobilitazione organizzata con pullman e treni speciali dal Sud.Matteo Salvini invita a superare le “beghe del passato”, perchè “la Lega vince se è unita”. Quanto alle critiche e alle richieste di un assetto diverso del partito, “raccolgo i suggerimenti”, ma “non possiamo perdere tempo su beghe e alchimie”.
Il segretario in questi giorni sta provando a prendere tempo per ‘scavallare’ nel modo più indolore possibile l’appuntamento, ma l’offerta di un “manifesto programmatico” da scrivere insieme – avanzata appena la scorsa settimana nell’incontro a Roma tra Salvini da un lato e Fedriga, Fontana, Fugatti e Zaia dall’altra – è finita rapidamente in un angolo e non è stata neanche citata nel comunicato diffuso ieri dopo l’incontro di Milano. Peraltro un’ irrituale “nota congiunta”, quasi che la Lega di Salvini e quella dei Nordisti siano ormai due soggetti distinti. Fatto sta che l’incontro di ieri è stata di nuovo l’occasione per i governatori di avanzare le loro richieste per un cambio di Statuto che consenta maggiore autonomia al partito del Nord. Una risposta di Salvini sembrava attesa già per oggi, addirittura si ipotizzava un nuovo incontro prima di Pontida. Ma dall’entourage del segretario escludono una simile possibilità.
Ecco allora che bisognerà probabilmente aspettare domenica per capire se e come Salvini intenderà affrontare la questione. Intanto tocca al vice Claudio Durigon provare a disinnescare un altra mina: “Romeo ha fatto il capogruppo, fa il capogruppo e farà il capogruppo. Sta lavorando bene”, ha detto allontanando l’ipotesi di una sostituzione del presidente dei senatori e auspicando un “confronto sereno” a Pontida. Forse un modo per aprire alla possibilità che anche i più critici, come appunto Romeo, siano tra gli oratori del palco di Pontida: “È giusto che ognuno possa esprimersi per dare più forza al futuro del partito”, con la precisazione che le diverse idee “credo si debbano esprimere nelle giuste modalità”. Di sicuro no ci saranno ospiti stranieri, i grandi protagonisti delle ultime edizioni.
Ma già domani si capirà il clima, nel tradizionale appuntamento dei giovani. A rischio contestazione è infatti anche il segretario della giovanile leghista, il salviniano Luca Toccalini. Che oggi ha provato anch’egli a disinnescare le tensioni annunciando che “Pontida sarà anche l’occasione per la nomina di tre vice coordinatori federali chiamati a rafforzare la squadra in vista del congresso dei giovani, in programma a inizio 2027, dove – insieme e democraticamente – sceglieremo chi guiderà la Lega Giovani nelle sfide del futuro”.
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