Roma, 19 set. (askanews) – Si apre alle 14.30 di oggi, al Join World Center di Milano, l’assemblea conclusiva di Nova 2026, il “percorso partecipato” costruito dal Movimento 5 stelle per dare vita alla proposta programmatica da sottoporre al tavolo della coalizione progressista che dovrebbe sottoscrivere il patto elettorale. Il documento in 20 paragrafi tematici, a loro volta suddivisi in decine di specifici punti, licenziato nella sua versione finale dopo il Consiglio nazionale-fiume di giovedì scorso, è attualmente sottoposto al vaglio del voto degli iscritti, che si concluderà domani, domenica 20 settembre, alle 14.
“È questo il nostro modo di fare politica: ascoltare, dialogare, coinvolgere. E poi decidere insieme. Partecipate ed esprimete le vostre scelte. La vostra voce conta”, ha scritto il leader stellato Giuseppe Conte nell’appello ai suoi perché prendano parte all’atto finale della costruzione del programma. L’evento punta a ribadire la sfida del M5S, sia sul piano dei contenuti, sia su quello della leadership: senza un ipotetico accordo per un “federatore” diverso da lui e da Elly Schlein, il Movimento non rinuncia alla sua scommessa su un possibile terzo governo affidato al giurista pugliese.
La due giorni milanese (chiusura attesa nel tardo pomeriggio di domenica), fortemente voluta dall’ex presidente del Consiglio anche per correggere l’immagine di una forza politica radicata prevalentemente nel Mezzogiorno, si apre non a caso, dopo l’introduzione affidata ai capigruppo parlamentari Riccardo Ricciardi (Camera), Luca Pirondini (Senato) e Pasquale Tridico (capodelegazione a Bruxelles), con un dibattito intitolato “Verso Nord. Economia per il bene comune”. Sul palco nell’arco della giornata, accanto agli economisti italiani e internazionali (Giuliano Noci, Leonardo Becchetti, Jayati Ghosh, James Kenneth Galbraith, Jeremy Rifkin, Jeffrey Sachs), all’ambientalista geologo Mario Tozzi, volto noto della tv, ci sarà spazio anche per due figure di punta del M5S “di governo”: Roberto Fico e Alessandra Todde, rispettivamente presidenti delle giunte regionali di Campania e Sardegna.
Il momento prevedibilmente più carico di emozione sarà quello riservato a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, un tema molto sentito nel Movimento, che ha trovato spazio anche nella bozza programmatica, nel cruciale paragrafo 17, quello che ribadisce il no alle forniture di armi all’Ucraina, pur senza fissare una scadenza immediata per lo stop. Il punto che riguarda la Palestina recita: “Riconoscimento dello stato della Palestina, risoluzione dell’accordo di cooperazione militare con Israele, promozione del superamento nell’Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele, promozione dell’adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania”.
La formula di Nova 2026 ricalca quella del 2024, una sorta di lungo talk show con protagonisti sempre diversi che si alternano sul palco: il lavoro di collegare i vari momenti della giornata è affidato alla conduttrice televisiva Veronica Gentili; la conclusione della prima giornata (e magari qualche intermezzo fuori programma) al leader Giuseppe Conte, che anche oggi, secondo un sondaggio pubblicato dal Corriere della sera, è pronosticato come favorito, fra gli elettori del centrosinistra, in una possibile sfida con Elly Schlein alle sempre più probabili primarie di coalizione. Terzo incomodo permettendo, dal momento che la stessa rilevazione attribuisce un alto indice di gradimento alla sindaca di Genova Silvia Salis, che però ha più volte precisato di non essere disponibile a correre nella sfida pre-elettorale fra i leader progressisti.
