L’intelligenza artificiale rischia di trasformare profondamente il mercato del lavoro e, secondo Armando Siri, la politica deve intervenire prima che gli effetti diventino difficili da gestire. Il responsabile nazionale dei Dipartimenti della Lega ed ex sottosegretario alle Infrastrutture, in un’intervista al Corriere della Sera, annuncia una proposta di legge per tutelare i lavoratori dall’impatto dell’IA.
Le parole di Siri
“Stiamo sottovalutando la più grande rivoluzione tecnologica dalla rivoluzione industriale”, afferma Siri, che avverte: “Rischiamo uno tsunami economico e sociale”. Secondo l’esponente della Lega, “all’ultimo World Economic Forum è stato calcolato che l’intelligenza artificiale causerà in 3 anni una perdita di 100 milioni di posti di lavoro”. Un cambiamento che, sottolinea, avrebbe conseguenze anche sul piano sociale e psicologico.
Siri spiega di aver già sottoposto il testo al sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Tra le misure previste c’è il divieto per le aziende di licenziare i dipendenti a causa dell’introduzione di sistemi di IA. In caso di profondi cambiamenti nei processi produttivi, inoltre, scatterebbe l’obbligo di formazione e riqualificazione. La proposta prevede anche che, in determinati settori, il software non possa operare autonomamente: “Deve agire esclusivamente come supporto all’operatore umano, che resta titolare e responsabile finale della prestazione lavorativa”. Per Siri il tema deve coinvolgere tutte le forze politiche: “Su questo non ci sono destra o sinistra”.
L’articolo Siri (Lega): “Serve una legge per proteggere il lavoro dall’impatto dell’AI” proviene da Blitz quotidiano.
