Legge elettorale, tra scranni pieni e vedette per la maggioranza sollievo dopo la tensione

Roma, 1 ott. (askanews) – Sono le 13.27 quando il presidente della Camera Lorenzo Fontana proclama il risultato del voto a scrutinio segreto sulle pregiudiziali alla legge elettorale. E la maggioranza può tirare un sospiro di sollievo. Dopo giorni di tensioni, retroscena, ministri “precettati”, avvertimenti (“se si va sotto si va a casa”, la linea di Meloni e Fdi) il risultato è migliore delle previsioni: 229 no contro 151 sì. Con il corollario di ‘vedette’ e occhi puntati sulle fessure delle pulsantiere per ‘scovare’ eventuali franchi tiratori (in caso di sorprese che non sono arrivate).

All’avvio del dibattito, un’ora e mezzo prima del voto, ministri, viceministri, sottosegretari e deputati fanno la spola tra l’aula e il Transatlantico. Poco dopo le 13, quando Lorenzo Fontana entra a presiedere, l’emiciclo è strapieno. A quel punto i banchi del governo sono al gran completo. Assente la premier Giorgia Meloni al salone della Nautica di Genova e il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che è alla seconda edizione della conferenza ‘Citta del futuro 2030-2035’ (e che comunque è senatore).

Pienone tra gli scranni, con leader, capigruppo e deputati fino all’ultimo dei peones. Il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli è in piedi in cima ai banchi del partito e parla fitto al telefono, poi dirà “stiamo organizzando Atreju”. Seduta tra i colleghi di Forza Italia l’ex compagna di Silvio Berlusconi, di nero vestita, Marta Fascina. Mentre in Transatlantico gironzolano alcuni ex parlamentari come Mario Landolfi e Antonio Razzi.

Ranghi serratissimi anche tra le file delle opposizioni. La segretaria Elly Schlein quando comincia il dibattito è seduta al suo posto. In aula dall’inizio pure i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli e Riccardo Magi di +Europa. Il presidente Giuseppe Conte arriva poco prima del ‘clou’. In Futuro nazionale, l’opposizione a destra del centrodestra, sono tutti seduti e al dunque mancherà all’appello solo l’ex Fdi Emanuele Pozzolo.

Durante l’intervento sulle pregiudiziali è il dem Gianni Cuperlo a evocare il rischio di un’aula ‘militarizzata’: “Avete vedette per controllare la postura delle dita che voteranno nel voto segreto, non vi fidate neppure dei vostri parlamentari”. Ironico Roberto Giachetti di Iv: “Ringrazio la presidente del Consiglio Meloni che ha preteso uno schieramento così vasto del governo con ministri, viceministri, sottosegretari, ho visto il ministro dell’Economia, dell’Ambiente, del Turismo, delle Pari opportunità, della Giustizia e addirittura il viceministro degli Esteri, che sono qui presenti per ascoltare me”. Il vannacciano Edoardo Ziello sottolinea: “Queste aule così affollate non si vedono mai quando dobbiamo parlare dei problemi degli italiani ma quando c’è in ballo la poltrona su cui alcuni fantasmi di Montecitorio sono imbullonati, vedo l’onorevole Brambilla, manca invece l’onorevole Angelucci della Lega”.

Pochi brusii in aula rispetto ad altre occasioni. Al momento del voto sulle pregiudiziali, dalle tribune gli occhi sono puntati sulle ‘vedette’ e le dita all’insù di chi, in particolare tra le file di Fdi, non inserisce tutta la mano nella fessura della pulsantiera ideata per proteggere il voto segreto. Forse per rendere ‘visibile’ il proprio sì. Non si curano di essere eventualmente additati come franchi tiratori i leghisti e gli azzurri che, come i deputati delle opposizioni, infilano tutta la mano. Alcuni fedelissimi della premier si posizionano negli scranni più alti del settore di Fratelli d’Italia: Donzelli, Francesco Filini, Sara Kelany e Augusta Montaruli che si sporge in avanti verso i banchi sotto di lei. Con Fontana che richiama all’ordine chi si alza in piedi: “colleghi, cortesemente, rimanete seduti!”.

Tabulati alla mano, gli assenti sono complessivamente 17 e si contano, nei partiti, sulle dita di una mano. Di parlamentari di Fdi manca solo Roberto Traversi; cinque assenti sono della Lega (Antonio Angelucci, Stefano Candiani, Virginio Caparvi, Giulio Centenaro non partecipano al voto, mentre Dario Giagoni risulta in missione). Di Forza Italia il ministro Gilberto Pichetto Fratin (anche lui in missione) e Rita Della Chiesa. Infine, Franco Tirelli per Noi moderati. L’organizzazione delle truppe, oggi, ha funzionato. Prossimo appuntamento il voto segreto dell’8 ottobre sul voto finale sulla legge elettorale.

[Il centrodestra tiene alla prima prova, prossimo voto segreto l’8|PN_20261001_00167|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/10/20261001_184838_95E0FFC8.jpg|01/10/2026 18:48:47|L. elettorale, tra scranni pieni e vedette per maggioranza sollievo dopo tensione|L. elettorale|Politica]