Il difensore classe 2008, poco impiegato da Kovac in questo avvio di stagione, valuta l’addio secondo Bild: Inter e Milan osservano da vicino
Luca Reggiani può lasciare il Borussia Dortmund già a gennaio. A lanciare l’indiscrezione è il quotidiano tedesco Bild, secondo cui il difensore italiano, nato a Modena, starebbe seriamente valutando un addio dopo aver trovato pochissimo spazio nelle prime uscite stagionali.
Un’ipotesi che riporta prepotentemente in auge i possibili scenari italiani: sia Inter che Milan avevano già bussato alla porta del club giallonero la scorsa estate, e per il centrale un ritorno in patria non sarebbe affatto un tabù, lui che in Italia ha vestito solo le maglie giovanili del Sassuolo prima del trasferimento in Bundesliga nel gennaio 2024.
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Da protagonista a separato in casa
Solo un anno fa la situazione era ben diversa: Niko Kovac, tecnico croato alla guida dei gialloneri, aveva deciso di puntare su di lui, concedendogli otto presenze in campionato (sei da titolare) e un esordio in Champions League proprio contro l’Atalanta. In quella fase, Reggiani era riuscito anche a timbrare il cartellino contro l’Augsburg, diventando il più giovane italiano di sempre a segnare in Bundesliga. Quest’anno, invece, il minutaggio si è drasticamente ridotto: appena due presenze e una manciata di minuti complessivi, tra campionato e Coppa di Germania.
La concorrenza e gli interessamenti italiani
Nel reparto arretrato giallonero la concorrenza resta foltissima, tra nuovi arrivi e gerarchie interne che lo hanno relegato ai margini. Non sorprende quindi che già in estate il giocatore avesse preso in considerazione l’idea di cambiare aria: oltre alle due milanesi, si era fatto avanti anche il Southampton, la cui offerta last minute non si è però tradotta in un trasferimento concreto.
Settimane decisive per il futuro
Secondo Bild, le prossime settimane saranno cruciali: Reggiani ha scelto di restare in estate per giocarsi le proprie carte, ma senza un’inversione di rotta nell’utilizzo da parte di Kovac, un addio già a gennaio – con l’Italia che resta la destinazione più accreditata – diventerebbe un’ipotesi concreta.
