Cristiano Ronaldo-Portogallo, il retroscena sullo scontro con Jorge Jesus: «Si è sentito tradito»

Il giornalista britannico racconta la versione dell’attaccante dopo l’addio al ritiro della Nazionale: al centro del caso il rapporto con Jorge Jesus e gli accordi non rispettati

Il caso Cristiano Ronaldo continua a far discutere in Portogallo. Dopo l’addio al ritiro della Nazionale, emerge un nuovo retroscena raccontato da Piers Morgan nel suo podcast, con quella che viene presentata come la versione dell’attaccante portoghese. Al centro della vicenda non ci sarebbe soltanto una scelta tecnica, ma soprattutto la sensazione di una promessa non mantenuta.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Secondo la ricostruzione del giornalista britannico, tutto sarebbe nato dalla gestione dei minuti da parte del commissario tecnico Jorge Jesus. Ronaldo avrebbe accettato l’idea di non essere sempre titolare, ma avrebbe chiesto chiarezza e rispetto degli accordi presi. Morgan lo spiega così: «Non ha mai pensato e preteso di essere titolare, né tantomeno di giocare tutte le partite».

Cristiano Ronaldo, il nodo degli accordi con Jorge Jesus

Il primo episodio risalirebbe alla gara contro il Galles. Secondo Morgan, Ronaldo avrebbe dovuto giocare l’intera partita, ma sarebbe stato sostituito dopo 67 minuti. Una scelta che avrebbe irritato profondamente il capitano della Seleção.

Dopo quel momento, ci sarebbe stato un nuovo confronto con Jorge Jesus e una nuova promessa: «Jesus gli ha garantito 30 minuti nella gara successiva». Ronaldo avrebbe accettato, ma contro la Norvegia la situazione è precipitata. L’attaccante si è scaldato, ha atteso il proprio ingresso, ma quei minuti non sono mai arrivati.

Portogallo, Ronaldo lascia il ritiro: la versione di Morgan

È in quel momento che la vicenda avrebbe superato il piano tecnico. Sempre secondo Morgan, Ronaldo avrebbe vissuto la mancata entrata in campo come una mancanza di rispetto: «Voleva solamente che venissero rispettati gli accordi». E ancora: «Si è fidato di quello che gli è stato detto, ma dopo l’ennesima bugia si è sentito tradito».

Da qui la decisione di prendere un volo per Madrid e lasciare il ritiro del Portogallo. Morgan sostiene anche che Jorge Jesus si sarebbe scusato privatamente, con Pedro Proença testimone dell’episodio: «Jesus si è scusato in privato, anche Pedro Proença ne è testimone».

Nel racconto del giornalista britannico torna anche il paragone con il passato. Morgan definisce Jesus una sorta di «Ten Hag portoghese», richiamando il rapporto deteriorato tra Ronaldo e l’ex tecnico del Manchester United.

Il punto, ancora una volta, sembra essere la fiducia. Più dei minuti e delle scelte tecniche, per Cristiano Ronaldo avrebbe pesato la parola data. E quando quella viene meno, il caso diventa inevitabilmente più grande della semplice panchina.