Roma, 6 ott. (askanews) – L’Aula della Camera ha approvato la fiducia posta dal governo all’articolo 1 della riforma elettorale. I deputati presente sono stati 376, 373 votanti, 3 astenuti. I voti a favore sono stati 226, i contrari 147.
“Sono così respinte tutte le proposte emendative all’articolo 1”, ha detto il Presidente della Camera Lorenzo Fontana che presiedeva la seduta.
Parte dalla Casa delle Donne di Modena e dalle sei associazioni che la compongono una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella sui possibili profili di incostituzionalità della legge elettorale, attualmente in votazione in Parlamento. L’iniziativa, che ha avviato una raccolta firme aperta ad associazioni e singoli, chiede al Capo dello Stato di esercitare il potere di rinvio alle Camere, ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione, qualora rilevasse fondati dubbi di incostituzionalità. L’appello segnala come la legge non rispetti il principio di uguaglianza tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive, con il sistema dei capilista bloccati e privo di qualsiasi meccanismo di alternanza di genere, richiamando gli articoli 3 e 51 della Carta e la riforma dell’articolo 51 del 2013, che impegna la Repubblica a promuovere “le pari opportunità tra donne e uomini”.
“La legge elettorale in approvazione è un attacco frontale ai diritti di cittadinanza delle donne, una vera e propria discriminazione di genere”, denuncia la presidente della Casa delle Donne di Modena Caterina Liotti. “Siamo di fronte all’esplicita volontà di cancellazione nella rappresentanza democratica di oltre la metà della popolazione italiana: questa riforma non è un semplice passo indietro, ma il tentativo di una vera e propria restaurazione patriarcale”. Tra le prime firmatarie, oltre alle presidenti delle associazioni, le rappresentanti di realtà nazionali e locali come Udi e Cif, Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, e docenti, artiste e intellettuali. La lettera, con le adesioni raccolte, sarà inviata formalmente al presidente della Repubblica dopo l’approvazione della legge in Parlamento.
“Ringrazio la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che mi ha inviato un messaggio per informarsi sulle mie condizioni di salute. È positivo che la premier cerchi un canale di dialogo con noi, sebbene sulla questione firme al momento non riscontriamo alcuna apertura da parte del governo. Per questo, anche alla luce dei parametri positivi relativi al mio stato di salute riscontrati a seguito di una visita con il dottor Claudio Santini, proseguirò con l’iniziativa nonviolenta del digiuno rivolta direttamente all’esecutivo che, con l’apposizione della fiducia, è divenuto l’interlocutore principale sulla legge elettorale e a cui chiediamo una assunzione di responsabilità su una questione che riguarda lo stato di salute della democrazia in Italia”. Lo dichiara il segretario di +Europa Riccardo Magi.
Intanto è ripreso l’esame della riforma elettorale in Aula alla Camera. Sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia all’articolo 2 del provvedimento.
