Ci sono film che diventano leggenda non solo per quello che vediamo sullo schermo, ma per quello che è accaduto dietro le quinte. Ritorno al futuro è uno di questi capolavori: un’opera che ha attraversato quasi quattro decenni senza perdere un grammo della sua capacità di incantare, emozionare e far sognare generazioni di spettatori. Prodotto da Steven Spielberg e diretto da Robert Zemeckis nel 1985, questo film di fantascienza ha ridefinito il concetto stesso di blockbuster intelligente, mescolando avventura, commedia e un pizzico di nostalgia in un cocktail perfetto che ancora oggi funziona alla perfezione.
La trama del film è ormai parte dell’immaginario collettivo. Marty è un liceale californiano che suona la chitarra elettrica e ha un’amicizia improbabile con l’eccentrico scienziato Emmett “Doc” Brown, interpretato da un Christopher Lloyd in stato di grazia. Doc ha costruito una macchina del tempo all’interno di una DeLorean DMC-12, alimentata a plutonio rubato a dei terroristi libici. Durante un esperimento notturno in un parcheggio, i terroristi fanno irruzione e uccidono Doc. Marty si rifugia nella DeLorean e, nel tentativo di scappare, attiva involontariamente il dispositivo, catapultandosi indietro nel tempo fino al 5 novembre 1955.
Nel passato, il giovane McFly incontra i suoi genitori da adolescenti: George, suo padre, è un ragazzo timido e impacciato, costantemente vittima del bullo Biff Tannen, mentre Lorraine, sua madre, è una ragazza apparentemente innocente. Ma c’è un problema: interferendo accidentalmente nel primo incontro tra i due, Marty rischia di cancellare la propria esistenza. Lorraine si innamora di lui invece che di George, innescando un paradosso temporale che potrebbe distruggere il futuro. Con l’aiuto del giovane Doc Brown, Marty deve escogitare un piano per far innamorare i suoi genitori e, contemporaneamente, trovare abbastanza energia per riportare la DeLorean nel 1985.
Zemeckis costruisce una sceneggiatura perfetta, dove ogni dettaglio ha una funzione, ogni battuta anticipa o richiama eventi futuri o passati. È un orologio narrativo svizzero che funziona su più livelli: come commedia adolescenziale, come thriller fantascientifico, come riflessione sul tempo e sulle scelte che determinano chi siamo. E poi c’è quella DeLorean, scelta non a caso ma per il suo design futuristico e inconfondibile. Zemeckis voleva che sembrasse davvero un’astronave, tanto che nella scena in cui Marty arriva nel 1955, una famiglia di contadini la scambia per un disco volante. Quella gag, apparentemente innocua, giustifica l’intera scelta estetica del veicolo: doveva essere credibile come oggetto alieno, proveniente da un altro tempo.
Il film fu un successo planetario, incassando cifre stratosferiche e diventando un fenomeno culturale. Vinse l’Oscar per il miglior montaggio sonoro e si piazzò stabilmente nell’Olimpo dei cult degli anni ottanta. Ma Ritorno al futuro non invecchia. È uno di quei miracoli cinematografici dove tutto, dalla regia al cast, dalla colonna sonora di Alan Silvestri alla sceneggiatura, funziona alla perfezione.
L’articolo Questo film su Prime Video è perfetto per un tuffo negli anni ’80 (ed è prodotto da Steven Spielberg) proviene da ScreenWorld.it.
