
Milano, 8 ott. (askanews) – “Forza Italia è il mio partito, il partito che amo, il partito del quale sono vice segretario nazionale. Molti in alcuni tratti del mio libro hanno rintracciato delle critiche a Forza Italia, non è così: io non critico il mio partito anzi vorrei stimolarlo, perché tutti insieme dobbiamo recuperare quella carica innovativa che Forza Italia aveva quando Berlusconi la fondò. Dobbiamo aprire il partito alle esperienze migliori della società civile, del mondo produttivo, del ceto intellettuale, come fece Berlusconi.
Dobbiamo essere più smart anche per recuperare il voto, il consenso, l’interesse dei giovani, perché Forza Italia nacque come un partito molto apprezzato dai giovani di allora”. Lo ha detto il vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto, a Milano per presentare il suo ultimo libro.
Quanto al segretario Tajani, “è l’uomo al quale tutti quanti dobbiamo riconoscenza perché senza di lui Forza Italia non ci sarebbe: nessuno avrebbe puntato un euro su Forza Italia qualche anno fa” e invece Forza Italia oggi è ancora in campo anche se “ha bisogno di essere maggiormente liberale, riformista anche per attrarre nell’interesse del centrodestra quelli che prima votavano magari per il centro-sinistra, perché nel centro-sinistra avevano cittadinanza i riformisti. Oggi nel campo largo i riformisti sono reietti, per cui se noi riusciamo a essere il partito che Berlusconi volle, il partito delle riforme liberali, il partito che che raccoglie l’interesse dei riformisti, oggi ancor più di allora, riusciamo ad allargare il centrodestra e a farlo vincere senza avere la tentazione di inseguire la destra populista”.
Quanto alla necessità di gestire “in squadra” il partito, sollecitata più volte da Occhiuto, il presidente della Calabria spiega: “Ci sono già quattro vicesegretari, io sono uno di questi, ci sono i due capigruppo e quindi il mio è uno stimolo a fare in modo che tutti noi, tutti quelli che condividono degli incachi di responsabilità in Forza Italia sappiano raccogliere la lezione di Berlusconi. Io dico spesso che a noi di Forza Italia non basta più parlare soltanto di Berlusconi, bisogna saper attualizzare quella lezione perché forse è il modo migliore per onorarlo. E questo sono convinto che lo sappia bene anche il segretario”.
