Leader campo largo insieme su palco: acceleriamo e troviamo sintesi su nodi

Roma, 10 ott. (askanews) – Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni con Magi, di nuovo insieme sul palco. E’ la prima volta che si ritrovano dopo l’ok alla legge elettorale voluta dal governo Meloni che impone l’indicazione sulla scheda del candidato premier, tra i ‘nodi’ principali della coalizione (che a questo punto, salvo sorprese e obtorto collo per alcuni, potrà sciogliersi solo con le primarie). Un’occasione per ribadire l’impegno “all’unità” – con relativa foto opportunity dopo un abbraccio tra i due principali leader della coalizione – tentando di lanciare il cuore oltre l’ostacolo sull’Ucraina (Schlein) e sulle tempistiche per il programma (Conte).

Al festival del Manifesto alla Garbatella a Roma, il ‘Manifestival’, il titolo del dibattito è un’affermazione incoraggiante: “C’è alternativa”. E la prima domanda del direttore del giornale Andrea Fabozzi, va subito al dunque dei nodi da affrontare: l’Ucraina. Un’esortazione a Schlein e Conte che assicurano: “Una sintesi si troverà”. Il presidente M5s mantiene la sua posizione sul “cambio di passo” rispetto “all’escalation di riarmo” e sulla sua lettura del conflitto russo-ucraino ma i toni sono più pacati di altre volte. Schlein si dice certa che “pur nella diversità delle posizioni” ci sono le condizioni per “trovare un accordo ed esprimere una voce della nostra alleanza” e propone di stare “chiusi in una stanza anche una notte intera: facciamo presto, l’importante è uscirne uniti”. Con Conte c’è Avs; con il Pd della Schlein c’è +Europa, con Riccardo Magi che chiede di continuare a sostenere l’Ucraina anche con le armi.

Sul programma tutti si rendono conto della necessità di sedersi al tavolo, pur se il Pd punta a un orizzonte più ampio rispetto ai Cinque stelle che premono. In mattinata, alla festa del Foglio, la segretaria dem aveva risposto, interpellata in proposito, che si delineerà “entro fine anno”. Il leader dei Cinque Stelle in serata azzarda: “Se facciamo un confronto serio in un paio di settimane si chiude il programma”. Poi, Conte conviene con Schlein che cita ancora la canzone di Daniele Silvestri: “Noi insistiamo sulle cose che abbiamo in comune che sono 4.850”. Con gli alleati, afferma Conte, il M5s ha fatto un “lavoro che pesa e conta, messo a punto progetti di giustizia sociale, di politiche del lavoro e anche in politica estera e internazionale sono state firmate tante mozioni comuni”.

Quanto alla scelta del candidato premier, le strade portano, alle primarie. Schlein ha sempre sollecitato un “accordo” per dare la leadership a “chi prende un voto in più” ma si dice disposta alle primarie “se è lo strumento per tenere unita l’alleanza”. Conte non molla sul punto e insiste: “Dobbiamo portare quanti più elettori a votare e per portarceli evidentemente il Movimento non può fare una scelta aprioristica, altrimenti avremmo detto chi prende più voti” si aggiudica la leadership, ma con questa nuova legge elettorale “si sa alla fine chi prende più voti”. Quindi, è il ragionamento, non restano che le primarie visto che anche il terzo nome (“una mia proposta”, precisa nuovamente) non sembra percorribile. Ma, assicura, “non saranno divisive”.

Sul terzo nome, alla festa del Foglio, la segretaria aveva puntualizzato: “da quando sono segretaria hanno sempre provato a commissariarmi o a farmi fuori e invece siamo ancora qui”. E al ‘Manifestival’: “Non siamo arrivati qui per farci raccontare dai soliti che si vince al centro” con “qualche leader più rassicurante o disponibile alle larghe intese. Io dico: mai più larghe intese”.

Le primarie non convincono neanche Avs. Ma, sottolinea Bonelli, “dobbiamo sfuggire dal tranello di Giorgia Meloni” e “siccome sono testardamente unitario, rubo questa parola a Schlein, voglio aprire un dialogo, ma deve essere il più rapido possibile per dare un segnale forte di unità, chiarezza e prospettiva per mandare a casa questa destra”. Sulla stessa linea Fratoianni: “il suicidio politico del 2022 mai più, per me è una questione chiusa”. “le primarie portano più rischi che vantaggi ma il cuore della questione è l’unità” con un avvertimento: “chi vince le primarie guida” la coalizione, “non comanda”.

[Schlein e Conte assicurano intesa su Ucraina. Presidente M5S azzarda: se confronte serio programma in 2 settimane|PN_20261010_00078|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/10/20261010_212345_FA00EDCF.jpg|10/10/2026 21:23:55|Leader campo largo insieme su palco: acceleriamo e troviamo sintesi su nodi|Centrosinistra|Politica]