Ets, la presidenza Ue punta all’accordo sulla revisione. No rinvii per l’Ets2

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In vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre vanno avanti le trattative sulla revisione dell’Ets definito “funzionale” dalla presidenza irlandese. E la Commissione europea non prevede passi indietro sull’Ets2. Meloni chiede un nuovo rinvio

La revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) sulla CO2 è al centro dell’agenda europea. La presidenza irlandese dell’Ue, di turno per guidare il Consiglio Ambiente a Lussemburgo, ha portato avanti le trattative sulla revisione dell’Ets e sulle prospettive riguardanti l’Ets2. Il ministro irlandese per il clima, l’energia e l’ambiente, Darragh O’Brien, ha confermato che la presidenza punterà a un accordo condiviso tra i Paesi membri durante il Vertice europeo di giovedì 15 e venerdì 16 ottobre.

“C’è molto da discutere a livello di leader. L’Ets è stato fondamentale per la competitività dell’Europa, per la decarbonizzazione e anche per l’elettrificazione e ha funzionato. Ora dobbiamo lavorare tutti insieme per concordare un approccio comune sulla revisione; quindi, mi aspetto che se ne discuta nel corso della settimana”, ha ribadito O’Brien al Consiglio Ue Ambiente a Lussemburgo.

Sull’Ets2 invece, che già ha subito un rinvio, la Commissione europea non prevede di “modificare in alcun modo l’approccio, né nella sua progettazione né nel suo percorso di attuazione”. Lo ha messo in chiaro il commissario Ue al clima, Wopke Hoesktra, al termine del Consiglio Ambiente di Lussemburgo, interpellato sulle richieste di diverse capitali, Roma compresa, di rinviare ancora l’Ets2 che dal 2028 si applicherà a trasporti ed edifici. Il secondo mercato del carbonio è stato già posticipato di un anno nel quadro dei negoziati sul target climatico al 2040.

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Opposta la posizione espressa al Senato dalla Presidente Giorgia Meloni mercoledì 14 ottobre in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

“Insieme alla Repubblica Ceca abbiamo presentato diverse proposte puntuali, anche a carattere temporaneo, per ridurre il costo dell’energia. In Europa un’impresa che inquina deve comprare un permesso per ogni tonnellata di CO2 che emette: è il sistema ETS. Ma questi permessi si comprano sul mercato, e quindi il prezzo lo fa il mercato stesso – ha sottolineato Meloni – Per questo abbiamo messo nero su bianco alcune proposte puntuali per correggere il sistema ETS, perché il prezzo della CO2 rifletta l’economia reale e non le logiche della finanza. E abbiamo chiesto di rinviare ancora l’ETS2, che dal 2028 scaricherebbe nuovi costi su famiglie e imprese”.

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