Roma, 19 ott. (askanews) – Il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio (Lega) e la deputata, Antonella Forattini, capogruppo del Partito democratico in Commissione Agricoltura, vogliono sostenere la possibilità di utilizzare vitigni Piwi anche per i vini a denominazione di origine protetta, come chiedono numerosi produttori. Per questo, hanno deciso di presentare una interrogazione al ministro dell’Agricoltura, per sollecitarlo a rendere la normativa nazionale coerente con quella europea, che già consente l’utilizzo di questa tecnica anche per DOC e DOCG.
I vitigni Piwi (dal tedesco Pilzwiderstandsfähig, che significa resistente ai funghi, ndr) sono varietà ottenute attraverso incroci, che li rendono più resistenti a malattie come peronospora e oidio. Il loro impiego consente di ridurre i trattamenti fitosanitari, il consumo di carburante e i costi aziendali, favorendo una viticoltura più sostenibile e resiliente.
“Con l’interrogazione, abbiamo voluto dare seguito all’impegno assunto a Voghera, in occasione della manifestazione ’50 sfumature di Pinot Noir’”, ricorda Forattini. “Molte aziende vorrebbero cogliere questa opportunità, che le aiuterebbe a combattere la diffusione di malattie fungine della vite, con meno costi e meno impatto ambientale, senza intaccare la qualità del vino prodotto. Inoltre, per la nostra produzione vitivinicola è penalizzante non poter contare su uno strumento che gli altri Paesi europei già utilizzano. Speriamo quindi che il governo risponda presto e che colga il nostro invito”. “Se vogliamo parlare in maniera concreta e non ideologica di sostenibilità ambientale, dobbiamo consentire all’agricoltura di utilizzare le opportunità offerte dalla ricerca scientifica e tecnologica”, spiega Centinaio. “Io stesso ho combattuto a lungo, ad esempio, per il riconoscimento delle TEA e, su questo, l’Italia è stata avanguardia in Europa. Adesso non possiamo continuare a essere fanalino di coda sui Piwi. Dobbiamo imparare ad accogliere senza pregiudizi tutto ciò che aiuta gli agricoltori a combattere le malattie e a resistere ai cambiamenti climatici, mantenendo un’alta qualità del prodotto e la sicurezza per i consumatori”.
I due parlamentari chiedono quindi al governo di modificare l’attuale legge, di proporre l’inserimento dei vitigni PIWI nei disciplinari DOC e DOCG (previa valutazione dei singoli Consorzi di tutela) e di sostenere la ricerca necessaria a cogliere le opportunità dell’innovazione sostenibile, così da rafforzare la competitività del vino italiano sui mercati internazionali e aiutare in particolare le piccole e medie imprese vitivinicole.
