La Camera ha approvato, attraverso l’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie, la norma che apre alla possibilità di reintegrare i medici no vax radiati dall’Albo durante la pandemia da Covid. Si tratta dei professionisti che non avevano rispettato l’obbligo vaccinale e che, proprio per questo comportamento, erano stati sottoposti a provvedimenti disciplinari da parte degli Ordini di appartenenza.
La decisione ha però provocato divisioni sia sul piano politico sia all’interno del mondo sanitario. Il voto parlamentare si è concluso con 126 favorevoli e 113 contrari, a conferma delle posizioni contrastanti su un tema particolarmente delicato.
Il provvedimento, tuttavia, non è ancora definitivo: dopo il via libera di Montecitorio dovrà infatti affrontare un ulteriore passaggio in Senato. Solo al termine dell’iter parlamentare sarà possibile conoscere il testo definitivo e le eventuali modifiche.
La protesta di Cognetti: “Un’offesa pesante alla memoria delle tante vittime di Covid”
Tra le voci critiche nei confronti della disposizione c’è quella di Francesco Cognetti, presidente di Foce (Confederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi) e coordinatore del Fossc, Forum delle società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani.
Cognetti ha espresso forti perplessità sulle conseguenze della norma, richiamando il sacrificio dei professionisti sanitari durante l’emergenza pandemica. “La norma rappresenta un grave ferita per i medici che tanto si sono spesi per salvare vite umane nel corso della pandemia, alcuni dei quali sono anche morti durante l’esercizio della loro professione. Inoltre – spiega Cognetti – infligge un’offesa pesante alla memoria delle tante vittime di Covid”.
Secondo il presidente di Foce, anche se la disposizione riguarda una percentuale limitata della categoria, le implicazioni sul piano professionale e deontologico restano rilevanti. “Ma rappresenta comunque un grave vulnus. Gli atti medici devono sempre trovare la loro giustificazione nelle evidenze scientifiche – prosegue Cognetti -. Ogni eventuale grave deviazione da questi principi implica di necessità la valutazione di responsabilità professionali e deontologiche dei medici professionisti”.
Il passaggio in Senato e la richiesta di modificare il provvedimento
La partita parlamentare non è ancora conclusa. Il disegno di legge dovrà infatti passare al vaglio del Senato, dove potrebbero arrivare modifiche sostanziali alla disposizione sul reintegro dei medici radiati durante la pandemia.
Cognetti guarda proprio a questa fase dell’iter legislativo per chiedere un intervento sul testo, citando anche alcune posizioni già espresse in Parlamento. “C’è chi, come la senatrice Craxi o l’onorevole Moratti, sostengono la loro intenzione di adoperarsi per cambiare sostanzialmente la disposizione durante questo passaggio – conclude Cognetti -. Bisogna, infatti, riconoscere dignità alla professione medica e garantire la sicurezza e la tutela delle attività svolte a favore di tanti cittadini malati”.
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