Wax drug, il “miele dello sballo” arriva a Roma: arrestato un quarantenne con 105 grammi

La wax, conosciuta anche come «miele dello sballo» per il suo aspetto simile a una resina ambrata, si diffonde anche nell’area dei Castelli Romani. A riaccendere l’attenzione sul fenomeno è stato l’intervento dei carabinieri di Castel Gandolfo, che hanno arrestato un uomo di circa 40 anni, originario di Albano Laziale.

Il controllo è scattato durante un servizio di pattugliamento stradale. I militari hanno fermato un furgone guidato dall’uomo, impiegato come corriere per una nota multinazionale dell’e-commerce. Il suo nervosismo ha spinto i carabinieri ad approfondire gli accertamenti. Nel veicolo sono stati trovati due involucri contenenti quasi un grammo di cocaina. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al ritrovamento di 110 grammi di hashish suddivisi in dosi, wax e strumenti per pesare e confezionare le sostanze.

Cos’è la wax e quali sono i rischi

La wax è un estratto concentrato di cannabis ottenuto attraverso specifici processi di lavorazione. A differenza della marijuana tradizionale, può contenere percentuali molto elevate di Thc, che in alcuni prodotti superano il 70%. Una concentrazione capace di provocare effetti particolarmente intensi, tra cui attacchi di panico, tachicardia, confusione mentale e paranoia. Nei casi più gravi possono verificarsi anche episodi psicotici.

Particolarmente esposti ai rischi sono gli adolescenti, il cui cervello è ancora in fase di sviluppo e risulta maggiormente vulnerabile agli effetti delle sostanze psicoattive. Secondo quanto riferito dagli investigatori, la presenza della wax nel territorio di Castel Gandolfo sarebbe ancora più contenuta rispetto a Roma, ma il fenomeno richiede attenzione.

Una droga difficile da riconoscere

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’aspetto della sostanza. La wax si presenta generalmente come una resina densa, con tonalità che vanno dall’ambrato al dorato, e può essere facilmente confusa con la cera d’api o il miele.

Queste caratteristiche rendono più complicato individuarla attraverso un semplice controllo visivo e possono favorirne l’occultamento. Per identificarla con certezza sono necessarie verifiche tecniche specifiche. Il sequestro ai Castelli Romani riporta così l’attenzione sulla circolazione di concentrati di cannabis ad alta potenza e sui rischi legati soprattutto al consumo tra i più giovani.

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