Si chiama “Phica – La rinascita” e ripropone, sotto forma di gruppo Telegram, lo stesso meccanismo che aveva portato al sequestro del sito sessista Phica.eu nell’estate del 2025. Anche questa volta al centro ci sono fotografie intime di donne, spesso scattate o diffuse senza il loro consenso, pubblicate per essere commentate dagli iscritti con messaggi sessisti e volgari.
La chat è accessibile dopo pochi minuti dalla richiesta di adesione. Al suo interno gli utenti condividono immagini di quelle che definiscono amiche o compagne, invitando gli altri a esprimere giudizi e commenti. Non mancano vere e proprie gare tra fotografie, con video offerti come premio. Il volume degli scambi è particolarmente elevato: migliaia di messaggi nell’arco di un’ora. Gli iscritti, secondo le segnalazioni, sono oltre 11mila, nonostante il gruppo sia nato da pochi giorni.
Le reazioni
La ricomparsa del fenomeno ha provocato immediate reazioni politiche. L’eurodeputata del Partito Democratico Alessandra Moretti, che era stata tra le vittime del portale originario, chiede un intervento delle autorità: “Sono stata tra le vittime della piattaforma Phica.eu ed ho subito denunciato gli autori di un vero e proprio atto di violenza collettiva sulle donne: postare foto e commenti su persone del tutto inconsapevoli è un gesto che denota la brutalità dei nostri tempi, soggiogati a una dittatura dei social dove non c’è alcun controllo”.
Moretti punta il dito anche contro i gestori delle piattaforme: “Penso che sia arrivato il momento che le autorità agiscano con una stretta nei confronti dei gestori di piattaforme social che non si prendono il disturbo di verificare i contenuti pubblicati”.
Dura anche la reazione di Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato: “Un ricettacolo di foto taroccate, immagini rubate, commenti indecenti. Una vera e propria forma di violenza che va perseguita. La chat deve essere subito bloccata”.
La senatrice dem Valeria Valente chiede a magistratura e Polizia postale di identificare i responsabili: “Non è una bravata, è violenza contro le donne, di massa, organizzata e strutturale”. E conclude: “Sul corpo delle donne decidono le donne. Giù le mani, anche dietro a uno schermo”.
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