“Non possiamo rinunciare a sognare a un’accelerazione della transizione energetica. La conferenza può essere un punto di svolta”, le parole del Pontefice alla vigilia della prima partecipazione della Santa Sede non come osservatore ma come partecipante attivo dei negoziati climatici
Il Papa parteciperà alla conferenza sul clima di Dubai. Dall’enciclica Laudato Si’ sulla cura della “casa comune” del 2015 all’esortazione apostolica Laudate Deum rivolta “a tutte le persone di buona volontà sulla crisi climatica” non sono mancati gli appelli del Pontefice a prendersi cura del creato e mettere in campo un’azione internazionale per ridurre gli impatti sul pianeta e scongiurare i rischi dell’aumento delle temperature globali.
Ma la partecipazione del Papa alla conferenza mondiale sui cambiamenti climatici è una prima in assoluto, e per la prima volta una delegazione della Santa Sede parteciperà attivamente ai negoziati e non sarà solo “osservatore” dei lavori.
Cresce dunque l’attesa per la COP28 di Dubai.
“Se abbiamo fiducia nella capacità dell’essere umano di trascendere i suoi piccoli interessi e di pensare in grande, non possiamo rinunciare a sognare che la COP28 porti a un’accelerazione della transizione energetica. Questa Conferenza può essere un punto di svolta”, le parole di Papa Francesco. Un appello a tutti i Paesi del mondo che si confronteranno fino al 12 dicembre, salvo slittamenti. Per l’apertura della Conferenza dell’Onu sono attesi come sempre i capi di stato e di governo, tra cui la premier Giorgia Meloni, ma si sa già che saranno assenti i presidenti di Usa Joe Biden e della Cina Xi Jinping. A condurre le trattative negli Emirati Arabi Uniti, dove sono attesi 70mila partecipanti, saranno i rispettivi inviati speciali per il clima John Kerry e Xie Zhenhua che hanno già stretto un pre-accordo di cooperazione. Il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, è già partito per il Medio Oriente per un tour di alcuni giorni.
