La società di trasporto ferroviario, che negli anni ’80 affidò la scoibentazione dell’amianto dalle carrozze alla fabbrica irpina, dove centinaia di persone hanno lavorato senza protezioni, è responsabile. La Corte di Appello di Napoli respinge il ricorso
La Corte di Appello di Napoli ha confermato la sentenza di condanna per Ferrovie dello Stato in sede civile per l’esposizione all’amianto dei lavoratori dell’ex Isochimica. Il tribunale di secondo grado, infatti, ha avvalorato la tesi della difesa degli ex operai, seguendo quanto già era stato deciso dal Tribunale di Avellino in prima istanza.
La sentenza
La quinta sezione civile della Corte d’Appello di Napoli ha respinto il ricorso presentato da Ferrovie dello Stato e ha confermato in toto il principio giuridico già espresso dal Tribunale di Avellino in primo grado nel lontano 2012.
Come ha spiegato ai microfoni di Telenostra l’avvocato degli ex lavoratori Antonio Petrozziello, l’obiettivo era raggiungere il riconoscimento di responsabilità per Ferrovie dello Stato sulle malattie e le morti sopraggiunte ai lavoratori per l’esposizione all’amianto in fabbrica. «Questa responsabilità è stata, a mio avviso, in modo chiarissimo sancita sia dalla sentenza del Tribunale di Avellino che dalla sentenza della Corte di Appello di Napoli», ha dichiarato all’emittente irpina, aggiungendo che questa decisione potrà essere molto utile nel procedimento penale in corso.
Il giudizio di secondo grado ha infatti confermato la sentenza di oltre dieci anni fa. In quell’occasione, il giudice Pasquale Russolillo aveva accertato l’omessa vigilanza di Ferrovie dello Stato nell’aver appaltato i lavori di scoibentazione delle carrozze ferroviarie a un’azienda non idonea a svolgere quel tipo di mansione garantendo la piena sicurezza dei lavoratori. Per i giudici, questo comportamento ha causato delle gravi responsabilità in capo anche a Ferrovie dello Stato, nell’insorgenza di malattie tra i lavoratori collegate all’esposizione senza protezioni alle polveri di amianto.
Il principio adottato prima dal Tribunale di Avellino e poi confermato dalla Corte di Appello di Napoli, afferma che, anche se l’appaltatore è l’unico responsabile dei danni derivanti dalla propria attività, l’appaltante può comunque essere ritenuto reo in due casi:
- se ha scelto l’appaltatore in modo imprudente, affidando i lavori a un’impresa palesemente inadeguata;
- se, nonostante avesse il potere di dirigere l’attività dell’appaltatore, non ha fornito le necessarie indicazioni operative alla ditta affidataria.
Il processo penale
Sempre nelle aule di tribunale, si sta svolgendo il processo penale che vede invece coinvolte oltre duecento parti civili. In questo procedimento, Ferrovie dello Stato deve rispondere delle presunte responsabilità per il comportamento avuto dai propri funzionari.
Una situazione ancora più grave a carico della principale azienda italiana di trasporto su ferro che, anche a causa della doppia condanna in sede civile, ora appare molto più debole.
La conferma delle responsabilità di FS nei confronti dei singoli lavoratori avuta dalla Corte di Appello di Napoli potrebbe infatti avere un ruolo importante anche in quest’altro giudizio.
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