Roma, 31 mar. (askanews) – Con il Regno Unito “siamo d’accordo che non bisogna aver paura di immaginare e costruire soluzioni innovative, come quella avviata dall’Italia con l’Albania. Modello criticato all’inizio ma che ha poi raccolto sempre più consenso, tanto che oggi l’Unione Europea propone di creare centri per i rimpatri nei Paesi terzi. Ciò vuol dire che avevamo ragione, e che il coraggio di fare da apripista è stato premiato”. Lo afferma la presidente del Consiglio in un messaggio video al Border Security summit, organizzato dal primo ministro britannico Keir Starmer, a cui partecipano 40 Paesi e organizzazioni.
“Stiamo lavorando, insieme – ha detto ancora – anche per affrontare le cause profonde della migrazione e garantire così il diritto a non dover migrare. Ciò vuol dire costruire un modello di cooperazione con le nazioni di origine e transito dei flussi migratori, affinché possano prosperare con le risorse che possiedono. E sono molto felice, da questo punto di vista, dell’ottima collaborazione avviata con il Regno Unito nell’ambito del Processo di Roma, soprattutto sul fronte dei rimpatri volontari assistiti. Ma combattere l’immigrazione illegale significa, anche, favorire quella legale, e riaffermare il principio che spetta ad ogni nazione, e non ai trafficanti, decidere chi deve entrare e chi no sul proprio territorio”.
