Adamello e Presena protagonisti del primo episodio del podcast sui ghiacciai

Dai teli geotessili alla comunità montana. Su tutte le piattaforme il primo episodio di “Dove il ghiaccio scompare”, il nuovo podcast di Cipra Italia prodotto con il sostegno di Fondazione Cariplo

Da un lato il ghiacciaio Presena, coperto ogni estate da grandi teli geotessili per rallentare la fusione. Dall’altro l’Adamello, il più grande ghiacciaio d’Italia, che sta perdendo metri di spessore e milioni di metri cubi d’acqua anno dopo anno. È da questa tensione – visiva, emotiva e politica – che prende il via “Dove il ghiaccio scompare”, il nuovo podcast di CIPRA Italia prodotto con il sostegno di Fondazione Cariplo. Il viaggio parte dal Passo del Tonale, dove la Carovana dei Ghiacciai 2025 ha inaugurato la sua sesta edizione.

Nella prima puntata ascoltiamo il contrasto potente tra ciò che resta oggi del Presena e i ricordi di Angela Marconi, che su quel ghiacciaio ha trascorso e lavorato per diciassette estati, quando si sciava anche in piena estate e la neve “durava tutta la stagione”. Le sue parole riportano alla superficie un passato vicinissimo, eppure già irriconoscibile .

A guidare l’ascoltatore dentro lo stato di salute del ghiaccio italiano è Valter Maggi, glaciologo e presidente della Fondazione Glaciologica Italiana (ex Comitato Glaciologico Italiano). Maggi spiega la portata del ritiro dei ghiacciai: l’Adamello, racconta, solo nel 2024 ha visto arretrare la fronte di 127 metri e ha perso in media 36 centimetri d’acqua equivalente per metro quadrato, una quantità pari a quasi quattro milioni di metri cubi d’acqua in un anno. Numeri che fanno emergere l’urgenza del cambiamento climatico, ma anche la necessità di strumenti di monitoraggio solidi, condivisi e continuativi.

La puntata dedica spazio anche alla controversa pratica dei teli geotessili, utilizzati sul Presena dal 2008 per conservare la neve estiva. Una tecnologia che funziona localmente, ma che non può essere considerata una misura di protezione dei ghiacciai: “non hanno niente a che vedere con la possibilità di proteggerli dai cambiamenti climatici — l’unico modo è ridurre le emissioni”, spiega Maggi. E il bilancio energetico, aggiunge il geologo Marco Giardino, può risultare addirittura negativo rispetto ai benefici climatici attesi.

Il ghiaccio che arretra non è soltanto un indicatore climatico: è un nodo idrico, sociale e culturale. Andrea Goltara, del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, descrive come la perdita dei ghiacciai stia già trasformando il regime dei fiumi alpini, alterando le portate estive e aumentando la vulnerabilità idrogeologica dei territori. Serve dunque una pianificazione nuova, capace di integrare conoscenze scientifiche e scelte politiche lungimiranti.

Ed è proprio da questa prospettiva che nasce il Manifesto Europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse, promosso da Legambiente, CIPRA Italia, CAI e Fondazione Glaciologica, e già sottoscritto da oltre 85 enti, ONG e istituti di ricerca. Come ricorda Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, la Carovana dei Ghiacciai ha scelto di partire dal Presena anche per dare forza a questa rete internazionale e alle sue priorità: monitoraggio coordinato, cooperazione scientifica e formazione delle comunità locali.

La puntata dà voce proprio alle comunità alpine. Veronica Vismara ricorda come lo spopolamento montano abbia indebolito il legame culturale con gli ecosistemi e con i ghiacciai, considerati sempre più “altro” rispetto alla vita dei paesi. Recuperare una relazione diretta con la montagna, racconta, è il primo passo per difenderla. Agnese Moroni, presidente di Protect Our Winters Italy, sottolinea il ruolo degli sportivi e degli appassionati di outdoor nel rendere visibile il tema oltre la “bolla” degli addetti ai lavori.

La puntata si chiude con le voci e i suoni del flash mob organizzato dalla Carovana al Tonale, una catena umana costruita sotto la pioggia intorno allo striscione del Manifesto, per ribadire che “il tempo di agire è ora”.

“Dove il ghiaccio scompare” racconta il ghiaccio per parlare di acqua, di comunità, di memoria e futuro. Nelle prossime tappe il viaggio proseguirà tra Svizzera, Lombardia, Alto Adige, Germania e Piemonte, esplorando le molte facce della crisi della criosfera e le risposte che i territori stanno costruendo.