Un aereo ultraleggero biposto è precipitato in una risaia, all’incrocio tra la provinciale 2 e il canale Cavour, nel territorio compreso tra Crescentino e Livorno Ferraris. I primi ad arrivare sul luogo dell’incidente sono stati i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118, ma i soccorsi si sono rivelati inutili: per il pilota non c’era ormai più nulla da fare. Dopo diverse ore di complesse operazioni di estrazione dal velivolo, è stata individuata anche la seconda vittima, la figlia diciottenne del pilota, Silvia, che condivideva con il padre la passione per il volo e spesso lo accompagnava nelle sue uscite.
Il velivolo, secondo le prime ricostruzioni, ha perso rapidamente quota davanti agli occhi di alcuni operai al lavoro nei campi circostanti. Sono stati proprio loro a lanciare l’allarme immediatamente, raccontando di aver visto l’aereo schiantarsi al suolo e prendere fuoco subito dopo l’impatto. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Crescentino e Livorno Ferraris per i rilievi del caso e per coordinare le indagini.
Un pilota esperto
Il pilota, identificato come Monticone, era originario di Casale Monferrato, dove viveva e dove era molto conosciuto. La sua passione per l’aviazione lo legava all’aeroclub Palli della città, dal quale proprio quella mattina era decollato alle 10.40. A dare il via al decollo era stato il presidente dell’aeroclub, Giancarlo Panelli, che risulta essere l’ultima persona ad averlo visto e sentito prima del tragico volo. Monticone non era un dilettante: lavorava come controllore di volo a Linate ed era considerato un pilota esperto e affidabile.
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