Per Renexia è un settore importante dal quale possono nascere grandi potenzialità
L’agrivoltaico rappresenta una componente strategica per la transizione energetica, con potenzialità significative per il rilancio industriale e la sostenibilità ambientale. Renexia considera questo settore fondamentale, puntando su innovazione e rispetto degli ecosistemi ospitanti. Il modello di business della società si basa, infatti, sulla produzione di energia pulita tramite tecnologie sostenibili, con benefici ambientali, sociali ed economici.
Le energie rinnovabili sono ormai riconosciute come leve per rafforzare la sicurezza energetica nazionale, ridurre le importazioni e stimolare la creazione di nuova occupazione qualificata. L’agrivoltaico consente di utilizzare lo stesso terreno per coltivazioni e produzione di energia, senza sottrarre spazio all’agricoltura. I vantaggi includono reddito aggiuntivo per le aziende agricole, efficienza idrica, migliori performance delle colture e gestione della biodiversità.
Secondo le stime, per raggiungere gli obiettivi del PNIEC (80 GW di fotovoltaico entro il 2030), sarebbe sufficiente destinare solo lo 0,5% della superficie agricola nazionale, evitando terreni di particolare valore.
Renexia ha individuato diverse aree sul territorio nazionale, prive di vincoli culturali e paesaggistici, adatte quindi a ospitare impianti agrivoltaici e che possano massimizzare l’utilizzo di risorse, senza incidere sulle attività agricole locali. La compatibilità territoriale e ambientale è infatti l’elemento alla base di questi progetti che mirano a valorizzare risorse improduttive e contribuire agli obiettivi di transizione energetica.
In Italia, secondo un’analisi CREA e Istat, ci sono circa 3,6 milioni di ettari di superficie agricola che risultano non coltivati o sottoutilizzati rispetto alla SAU (Superficie Agricola Utilizzata) totale, che è di circa 12,8 milioni di ettari. Il recupero di queste superfici può ridurre importazioni, trasporti ed emissioni di CO₂, favorendo le rinnovabili e consentendo all’Italia di richiedere maggiori sostegni agricoli a Bruxelles.
