Bimbo col cuore bruciato, l’organo destinato a Domenico ha salvato la vita a un altro piccolo

Per il bambino che aveva ricevuto un cuore danneggiato nel trapianto non ci sono più speranze. Dopo un’attenta valutazione durata cinque ore, il vertice dell’Heart Team dell’Ospedale Monaldi ha stabilito che il piccolo non poteva sopportare un secondo intervento a causa delle sue condizioni cliniche, tra cui compromissione neurologica, instabilità emodinamica e crisi settica. La decisione ha comportato il reindirizzamento del cuore disponibile a un altro bambino, primo nella lista nazionale d’urgenza, pronto a ricevere l’organo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII.

La valutazione tecnica

Il confronto tecnico ha coinvolto una decina di medici, tra i massimi esperti in cardiochirurgia pediatrica, che hanno analizzato compatibilità immunologica, peso, gruppo sanguigno e gravità clinica dei pazienti in lista di emergenza nazionale. L’algoritmo dedicato ha determinato l’ordine di priorità, garantendo che l’organo raggiungesse il bambino più compatibile in tempi strettissimi, necessari per prelievo, trasporto e trapianto.

Il trapianto riuscito

Il cuore proveniva da un bambino di tre anni, deceduto per leucemia, gruppo 0 rh+. Nella notte del 18 febbraio, l’intervento a Bergamo è riuscito perfettamente. Il cuore ha ripreso a battere nel corpo del piccolo destinatario, salvando la vita del paziente grazie all’eccellenza dell’équipe medica e portando sollievo alla sua famiglia.

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