Il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso presentato da due tassisti contro “Bologna Città 30”, il provvedimento con cui il Comune aveva esteso il limite di velocità di 30 chilometri orari a gran parte della rete urbana. La misura, introdotta dopo una fase di sperimentazione e diventata operativa a gennaio 2024, prevedeva l’abbassamento generalizzato dei limiti, fatta eccezione per le strade a maggiore scorrimento come i viali di circonvallazione, dove restava il limite dei 50 km/h.
Secondo i giudici amministrativi, però, un’ordinanza di questo tipo non è legittima se applicata in maniera indiscriminata. Il Tar ha stabilito che i limiti di velocità devono essere motivati e dettagliati strada per strada, sulla base di criteri oggettivi, e non introdotti con un divieto generalizzato valido per l’intero tessuto urbano. Una decisione che di fatto blocca il provvedimento così come era stato concepito.
I risultati del progetto e il ricorso dei tassisti
La “Città 30” era stata presentata dall’amministrazione comunale come un modello di sicurezza stradale e mobilità sostenibile. Nel primo anno di applicazione, Bologna è risultata l’unica Città metropolitana italiana senza pedoni morti sulle strade, con un calo complessivo delle vittime del 50%. In diminuzione anche il numero totale degli incidenti e quelli con feriti, dati che il Comune ha sempre rivendicato come prova dell’efficacia del progetto.
Proprio l’impostazione del provvedimento è stata al centro del ricorso dei due tassisti, che hanno denunciato un calo delle corse e, di conseguenza, dei guadagni. Il Tar ha accolto la linea interpretativa del Ministero dei Trasporti, secondo cui le Zone 30 devono essere istituite in presenza di specifiche condizioni, come l’elevata presenza di pedoni, la vicinanza di scuole o marciapiedi non adeguati.
Lo scontro politico e la risposta del Comune
La sentenza ha riacceso lo scontro politico tra Bologna e il Governo. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di una vittoria del buonsenso contro provvedimenti definiti ideologici, sottolineando che la sicurezza stradale non può tradursi in penalizzazioni generalizzate per cittadini e lavoratori. Soddisfazione anche da Fratelli d’Italia, che ha criticato i tempi della decisione del Tar.
Di segno opposto la reazione del Comune. Il sindaco Matteo Lepore ha annunciato che “Bologna Città 30” andrà avanti e che verranno adottati nuovi provvedimenti amministrativi per superare le osservazioni del Tar. Secondo Lepore, la sentenza pone questioni formali ma riconosce al Comune il ruolo di pianificazione sui limiti di velocità. L’obiettivo, ribadisce l’amministrazione, resta quello di ridurre gli incidenti e salvare vite sulle strade cittadine.
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