Brasile, ministra Silva: “I dazi di Trump sono un danno anche per la lotta al cambiamento climatico”

Marina Silva, ministra dell’Ambiente e del cambiamento climatico Brasile

In Brasile, Paese che ospiterà la prossima Cop, la ministra dell’Ambiente Marina Silva attacca i dazi e le scelte protezioniste degli Usa sostenendo che multilateralismo e libertà d’impresa sono strumenti fondamentali per affrontare la crisi ambientale

La decisione degli Stati Uniti di aumentare i dazi sulle importazioni da quasi tutti i Paesi del mondo “danneggerà gli sforzi globali per contrastare l’emergenza climatica”. A dirlo è stata la ministra dell’Ambiente del Brasile, Marina Silva, nel corso di un evento presso il ministero degli Esteri a Brasilia lo scorso giovedì 4 aprile. Donald Trump aveva infatti annunciato che il governo statunitense imporrà il 10% su tutte le importazioni dal Brasile, come parte del decreto che stabilisce tariffe reciproche sui partner commerciali degli Stati Uniti.

Questa situazione “Ha il problema di minare la cooperazione, di creare insicurezza e di indurre i Paesi a spostare le risorse verso altri investimenti che offrono maggiore sicurezza. Invece di alimentare conflitti commerciali, dovremmo muovere guerra alla povertà, al cambiamento climatico, alla desertificazione e alla perdita di biodiversità”, ha dichiarato l’esponente del governo brasiliano, aggiungendo che “il Paese che oggi difende il protezionismo (gli Usa, ndr) è stato uno di quelli che, in passato, ha maggiormente incoraggiato la libera impresa e la libera circolazione delle merci. Questa rottura con il multilateralismo e queste visioni unilaterali danneggiano notevolmente la cooperazione e l’azione congiunta per il clima – ha concluso Marina Silva – Il Brasile continuerà a difendere il multilateralismo e la libertà d’impresa come strumenti per affrontare la crisi ambientale”.

Leggi anche Il capo indigeno Raoni premiato dal presidente Lula

Brasile, prima della Cop30 in Amazzonia si costruisce un’autostrada nella foresta