Sul portale dell’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti ora appaiono in evidenza solo gli effetti dovuti a “processi naturali”. Tra le informazioni oscurate i rischi per la salute degli esseri umani e degli ecosistemi e indicatori chiave come l’innalzamento del livello dei mari e la riduzione dei ghiacci nell’Artico
L’Agenzia per la protezione ambientale (Epa) degli Stati Uniti ha rimosso dal suo sito web ogni riferimento ai cambiamenti climatici causati dalle attività antropiche mettendo in evidenza al loro posto gli effetti dovuti ai “processi naturali”. A segnalarlo sono stati il 9 dicembre diversi media statunitensi tra cui Washington Post e New York Times.
Dal sito dell’Epa è così scomparsa ogni traccia che collega l’azione dell’uomo, e dunque i suoi processi produttivi ed estrattivi così come i suoi consumi, alla crisi climatica in atto nel pianeta. Il Washington Post fa notare, in particolare, l’eliminazione di una dichiarazione rilasciata dall’Ipcc (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici) in riferimento alle cause dei cambiamenti climatici, secondo cui “è inequivocabile che l’influenza umana abbia surriscaldato l’atmosfera, gli oceani e la terraferma”. Al posto di quella dichiarazione ci sono ora riferimenti a cause di origine naturale, dall’attività dei vulcani alle variazioni dell’attività solare.
Un’altra pagina del sito che monitorava l’andamento degli indicatori chiave del cambiamento climatico, come l’innalzamento del livello dei mari e la riduzione dei ghiacci nell’Artico, è stata oscurata. Stessa sorte è toccata ad altre pagine che fornivano informazioni sugli effetti del cambiamento climatico sulla salute dei bambini e delle popolazioni a basso reddito. Ed è stata stravolta anche la pagina che elencava le domande più frequenti sul fenomeno, con le cause naturali messe in cima a ogni risposta. Promosso anche l’effetto serra, passato dall’essere giustamente imputato come la causa di “effetti pericolosi” per la saluta degli esseri umani e degli ecosistemi al venire apostrofato come qualcosa di “naturale” e “necessario per sostenere la vita”.
Il mix di revisionismo e negazionismo climatico che l’Amministrazione Trump ha abbattuto sulla home page del sito dell’Epa non deve d’altronde sorprendere. Nel primo anno del secondo mandato alla Casa Bianca di Trump, altri siti di agenzie governative hanno fatto la stessa fine. Tra i casi più eclatanti le pagine contenenti riferimenti ai diritti delle comunità Lgbtq fatte sparire dal web.
