Chi è Daniela Santanchè: la carriera politica e i guai giudiziari

Chi è Daniela Santanchè, la ministra del Turismo del Governo Meloni che rischia il posto per via dei diversi processi che ha a suo carico. Nata a Cuneo nel 1961, la Santachè inizia la sua carriera politica nel 1995 nelle fila di Alleanza Nazionale. Vicina a La Russa, nel 2001 è eletta alla Camera dei Deputati. Dopo aver lasciato An si candida a premier in occasione delle elezioni politiche anticipate del 2008 con La Destra di Francesco Storace. Si tratta della prima candidata premier nella storia della Repubblica italiana.

Gli investimenti nell’editoria

Nel 2007 Santanchè fonda la concessionaria di pubblicità Visibilia che gestisce la raccolta pubblicitaria di vari giornali tra cui Il Giornale e Il Riformista. Nel 2014 diventa editore di vari settimanali tra cui Ciak, e Novella 2000. Assieme all’ex compagno Canio Mazzaro acquisisce poi laKi Group, società nel campo del food, e la Unopiù attiva nell’arredamento.

Nel 201o fonda il Movimento per l’Italia alleato con il centrodestra. Nel 2010 entra nel quarto governo Berlusconi come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e dopo la fine del Popolo della Libertà aderisce a Forza Italia che lascierà per vari contrasti, entrando in Fratelli d’Italia dove va ad assumere il ruolo di portavoce in Lombardia.

Daniela Santanchè
Daniela Santanchè (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Le iniziative discusse come ministra del Turismo

Dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche del settembre 2022 viene nominata dalla premier Giorgia Meloni ministra del Turismo promuovendo tra le varie iniziative la discussa campagna “Welcome to meraviglia” che ha lo scopo di rafforzare il brand Italia nel mondo e che vede come protagonista la Venere di Botticelli nel ruolo di influencer.

La chiusura della causa per bancarotta

Dovrebbe intanto arrivare entro un paio di mesi, e comunque prima della pausa estiva di agosto, la chiusura dell’inchiesta della Procura di Milano per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group a carico della Santanchè e di altri ex amministratori delle aziende, tra cui l’ex compagno della parlamentare Canio Mazzaro.

Da quanto si è saputo, infatti, nel giro di un mese, entro fine aprile, è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita in ordine di tempo, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025.

Poi, la Procura diretta da Marcello Viola, col procuratore aggiunto Roberto Pellicano e i pm Luigi Luzi e Guido Schininà, riuniranno gli accertamenti del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf sui tre filoni del crac del gruppo e dovrebbero arrivare ad un’unica chiusura indagini, in vista di una eventuale richiesta di processo, con le imputazioni per tutti gli ex amministratori, tra cui appunto la ministra.

Santanchè è già a processo con altri a Milano per il presunto falso in bilancio su Visibilia. Mentre è congelata, in attesa di una decisione della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcuni atti, l’udienza preliminare per la vicenda della presunta truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid. Anche in questa tranche, come nei casi dei fallimenti Ki Group e Bioera per i quali è già indagata, la senatrice di FdI rischia un’altra accusa di bancarotta.

 

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