Ciampino, associazioni e cittadini contro la costruzione di una nuova area commerciale

Il rendering del progetto di realizzazione di una nuova area commerciale a Ciampino (foto Ilcaffe.tv)

Via libera all’ennesima colata di cemento da parte della giunta con una delibera del 15 gennaio. Interessato un lotto di terreno nel quartiere Folgarella che si estende per 23.000 metri quadri. Tra le realtà pronte a presentare ricorso al Tar anche il circolo di Legambiente Appia Sud Il Riccio

Mobilitazione permanente e ricorso al Tar contro la costruzione di una grande area commerciale a Ciampino decisa dall’amministrazione comunale. È quanto hanno annunciato nei giorni scorsi associazioni e comitati di cittadini in segno di protesta per la delibera con cui, lo scorso 15 gennaio, la giunta guidata dalla sindaca Emanuela Colella ha dato ufficialmente il permesso alla società Edil Moter di realizzare il nuovo polo in un lotto di terreno nel quartiere Folgarella che si estende per 23.000 metri quadri tra Viale Kennedy, via G. Spada e via Ovidio Franchi.

Tra le realtà schierate in prima linea contro l’ennesima colata di cemento nel comune della provincia di Roma c’è anche Legambiente. “Si parla di un progetto che fin da subito è apparso assai lontano dagli interessi della cittadinanza, per nulla coinvolta nell’analisi dell’esistente – spiega Mirko Laurenti, presidente del circolo Legambiente Appia Sud Il Riccio – Senza contare che questo progetto sembra abbia avuto il via attraverso un semplice singolo atto della giunta”.

Associazioni e comitati cittadini sostengono infatti che la delibera del 15 gennaio, attraverso cui la giunta ha consegnato le chiavi dei lavori in mano a Edil Moter, elude le disposizioni del Piano regolatore utilizzando uno strumento di semplificazione, il Permesso di costruire convenzionato, al posto di un Piano urbanistico attuativo. “Non ci sono stati né un passaggio o un momento di discussione in consiglio comunale, né un altro esame da parte della Regione o della Città Metropolitana di Roma Capitale – prosegue Laurenti – Ci sembra tutto molto poco chiaro e assai superficiale. Per questo abbiamo deciso di sostenere i comitati e le altre realtà civiche impegnate su questo fronte”.

Per Ciampino l’opera sarebbe insostenibile sul piano ambientale e, nella fattispecie, per ciò che concerne il contenimento del rischio idrogeologico. Come segnalato dal sito IlCaffé.tv, solo un giorno dopo che il Comune ha dato il via libera alla costruzione dell’area commerciale, la giunta ha chiesto lo stato di calamità naturale per i dissesti idrogeologici causati dalle abbondanti piogge cadute tra il 4 e il 6 gennaio che hanno provocato allagamenti in diverse zone della città e la chiusura delle scuole. Il nuovo centro commerciale sorgerebbe inoltre in uno dei comuni d’Italia con uno dei più alti livelli di densità di suolo impermeabilizzato e cementificato, oltre il 40% secondo i dati di Ispra. “La città di Ciampino non può permettersi di essere ulteriormente cementificata – sottolinea Laurenti – Servirebbe invece ripensare quell’area in chiave di sostenibilità, con più spazi verdi e una migliore qualità della vita per i cittadini. Siamo pronti a valutare tutte le possibilità utili a contrastare questo tipo di progetti speculativi, soprattutto in territori già saturi di cemento e asfalto”.

Associazioni locali e comitati dei cittadini si sono già incontrati diverse volte nelle ultime settimane per spingere la giunta comunale a fare un passo indietro. L’ultima il 15 marzo quando è stata attivata una raccolta fondi per sostenere le spese legali che dovranno essere affrontate per la presentazione del ricorso al Tar e firmare una petizione. “È impensabile che si continui a urbanizzare aree dove non esiste alcuna reale necessità, senza remore anche rispetto ai costanti e gravi allarmi su isole di calore, carenza idrica e di servizi, con una crisi climatica sempre più evidente. È ora di dire basta”, conclude il presidente del circolo di Legambiente Appia Sud Il Riccio.