Clima, il 2024 sarà il primo anno sopra 1,5° C. In crescita le malattie infettive

Sole caldo

Lo rivelano i dati del Servizio Copernicus. La temperatura media dovrebbe scendere quasi a zero affinché non sia il più caldo di sempre. Temperature più elevate, avverte Sima, aumentano la diffusione di agenti patogeni, mentre alluvioni il rischio di malattie idrotrasmesse

È ormai praticamente certo che il 2024 sarà l’anno più caldo mai registrato, il primo a superare stabilmente il grado e mezzo stabilito dagli Accordi di Parigi del 2015. A rivelare questi dati è l’ultimo aggiornamento di Copernicus, il servizio europeo di monitoraggio della Terra per il cambiamento climatico. Secondo quanto registrato dai satelliti, infatti, Ottobre 2024 è stato il secondo più caldo a livello globale, dopo il mese di ottobre 2023, con una temperatura media dell’aria superficiale  di 15.25°C, 0.80°C al di sopra della media del periodo 1991-2020.  E non solo, il mese di ottobre 2024 è stato anche di 1.65°C al di sopra del livello pre-industriale classificandosi come quindicesimo mese (in un periodo di 16 mesi) in cui la temperatura media globale dell’aria superficiale ha superato di 1.5°C i livelli pre-industriali. Di conseguenza, conti alla mano, l’anomalia della temperatura media per il resto del 2024 dovrebbe scendere quasi a zero gradi perché il 2024 non sia l’anno più caldo di sempre.

L’allarme lanciato da Copernicus in data 7 novembre 2024 è stato subito recepito dagli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che in una nota hanno commentato: “l’aumento delle temperature ha effetti diretti sulla salute umana, e incrementa il rischio di malattie trasmesse attraverso acqua, cibo, insetti e parassiti. Il surriscaldamento globale infatti altera l’equilibrio di tutti gli ecosistemi minacciando gli elementi essenziali della vita umana come acqua, aria e cibo, e modifica la frequenza e la distribuzione di molte malattie infettive. L’aumento delle temperature medie crea le condizioni ideali per la trasmissione di molteplici agenti patogeni: grazie alla maggiore umidità proliferano ad esempio zecche, zanzare e parassiti che diffondono malattie anche gravi come il virus Zika, la febbre dengue e la malaria. Ma a crescere è anche il rischio di malattie idrotrasmesse: piogge intense e alluvioni, eventi direttamente connessi al cambiamento climatico, fanno straripare corsi d’acqua e mandano in tilt le reti fognarie, diffondendo tra la popolazione agenti virali quali virus delle epatiti A ed E, Enterovirus, Adenovirus, Norovirus, Rotavirus, contaminando anche la catena alimentare. E proprio sul fronte del cibo l’innalzamento delle temperature medie incrementa la sopravvivenza delle cisti di protozoi patogeni e i batteri responsabili di alcune sindromi gastroenteriche, anche a causa della contaminazione di alcuni prodotti alimentari, come ad esempio i prodotti ittici”.

“A tali fenomeni si associa quello psicologico, che non deve essere sottovalutato – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – è stato coniato il termine “solastalgia” per indicare proprio l’angoscia provocata dal drastico cambiamento del clima: gli eventi climatici estremi provocano uno stato di stress e ansia tra i cittadini più vulnerabili che può sfociare in disturbi post-traumatici e addirittura in suicidi”.

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