Il primo di Aprile, come si sa, è la giornata degli scherzi e delle burle, con finti annunci e fake news che fioccano più che in ogni altro momento dell’anno. Per questo motivo il mondo dell’informazione è rimasto estremamente scettico quando è arrivato lo scoop più roboante e strano che potessimo vedere: l’uscita del sequel di C’era una volta… a Hollywood, diretto da David Fincher. Era chiaramente una presa in giro. Era impossibile che Tarantino restasse in sede di sceneggiatura e che lo desse in mano a Netflix e Fincher. Eppure, a ben pensarci, non è così assurdo come si possa pensare. Anzi, si è rivelato vero.
La notizia ha scosso il mondo della settima arte, portando fan e personalità del settore a lanciarsi in commenti scettici o entusiastici sulla riuscita del progetto. Noi vogliamo promuovere un’operazione diversa: provare ad analizzare gli stili, a una prima occhiata così diversi, dei due registi e provare a capire (e immaginare) cosa potremmo aspettarci da questo seguito.
Tarantino e Fincher: due stili diversi

La notizia è stata accolta con toni così accesi perché, a una prima occhiata, i due registi hanno stili totalmente agli antipodi. Fincher lavora di sottrazione, si focalizza su inquadrature statiche dalla pulizia maniacale, esprimendo calma e attenzione ai dettagli nel volto dei protagonisti. Questi sono figure sagaci, sibilline e, il più delle volte, dal temperamento glaciale e forte. Nei film di Fincher la tensione la fa da padrone, taglia lo schermo e raggiunge il cuore dello spettatore. Dai thriller più iconici ai biopic più discussi, Fincher è un regista sapiente in grado di giocare con ansie, timori e con le emozioni del pubblico.
Tarantino è, invece, molto più provocatorio. Il re del cinema pulp. Con la sua regia esagerata, prorompente e violenta ha fatto scuola. I personaggi dei suoi film mettono in scena tante “chiacchiere da bar”, scene nelle quali, di norma, lo spettatore dovrebbe annoiarsi, ma i dialoghi sono così naturali e carichi di dettagli che acquisiscono un valore fuori dal comune. E la tensione dei loro botta e risposta si contrappone alla spettacolarità delle sequenze più concitate ed esagerate. Ma è lì il punto di contatto tra i due maestri del cinema: sulla tensione.
Michael Fassbender in The Killer è chirurgico, spietato e pronto a colpire la sua preda nell’incontro con l’assassina interpretata da Tilda Swinton. I silenzi, gli sguardi, i più impercettibili movimenti nei loro volti. Finché il cobra scatta e colpisce. In Fincher di esempi come questo se ne possono elencare davvero tantissimi. Con Tarantino, invece? Basti ricordare i primi minuti di Bastardi Senza Gloria: una semplice e amichevole chiacchierata tra un soldato e un pastore si trasforma in un attimo in un gioco di sguardi. Un nazista che scruta fin nell’anima del suo interlocutore, provocando un’ansia crescente in chi guarda. E il dramma si consuma. Con un quadro simile, pensiamo che i due registi potrebbero trovarsi benissimo a lavorare insieme e dare risalto alle migliori qualità dell’altro. L’interesse è altissimo.
Il caso The Movie Critic

Dalle ultime voci di corridoio si parla di C’era una volta a Hollywood 2 come di una versione modificata del compianto The Movie Critic, quello che doveva essere l’ultimo lungometraggio di Tarantino. Cos’è successo? Facciamo un passo indietro. Nel 2019 giunge in sala il film con Di Caprio e Pitt, dividendo critica e pubblico, ma rappresentando un successo commerciale al botteghino. Poco dopo, il regista inizia la stesura della sua decima e ultima pellicola, con una produzione di Sony Pictures. Il 17 Aprile 2024 il progetto subisce una battuta d’arresto venendo definitivamente cancellato, ma i motivi sono sempre rimasti parzialmente avvolti nell’ombra.
Inizialmente era circolata la voce che, come per The Hateful Eight, lo script fosse finito in rete a causa di un attacco hacker o una fuga di notizie portando il caro Quentin a cestinarlo, ma si è rivelato ben presto falso. La verità è ben più semplice. Il regista non era riuscito a trovare un modo interessante per completare la sceneggiatura e dare il via il processo di produzione.
Nel 2023 Tarantino ragiona su una trama potenziale sulla storia vera di un critico, con piccoli dettagli che avrebbero cambiato il corso degli eventi realmente accaduti, come visto nel lungometraggio su Manson e Sharon Tate. In seguito gli viene in mente di trasformare la trama in un Tarantino-verso, con alcuni dei suoi personaggi più iconici che avrebbero fatto capolino e interagito gli uni con gli altri, ma anche questa idea non funzionava. Infine la rivelazione. Inserire nel film Brad Pitt e il suo Cliff Booth visto in C’era una volta… a Hollywood e dare vita a uno spin off, con Tom Cruise nel cast tra gli altri. Peccato che Tarantino abbia deciso, con grande delusione dei fan e di Sony, che voleva godersi il suo primo figlio e fare il padre, non riuscendo a concentrarsi per sviluppare al meglio la trama e dichiarando ufficialmente la cancellazione di The Movie Critic.
Cosa vedremo in C’era una volta… a Hollywood 2?

Ora che arriva la conferma che non solo The Movie Critic è vivo e vegeto, ma si è effettivamente trasformato in un sequel di C’era una volta… a Hollywood, la domanda è: quale sarebbe dovuta essere la trama? E cosa potremmo vedere al cinema? Vulture riporta che il regista, durante un’intervista, aveva raccontato della sua adolescenza e del suo primo lavoro.
La sua mansione era quella di cambiare le riviste in un distributore automatico di riviste pornografiche, potendone leggere alcune nel frattempo e apprezzando la scrittura cinica e graffiante di un critico cinematografico di film per adulti e provando a immaginare quale potesse essere la sua vita. Ed ecco che scoppia la scintilla. The Movie Critic avrebbe parlato proprio di questo e di come il personaggio avrebbe interagito con figure di spicco della Hollywood anni ’60’70, tra cui anche il Cliff Booth di Brad Pitt. In seguito tutti i personaggi delle opere tarantiniane si sarebbero ritrovate in un cinema e avrebbero reso omaggio al loro creatore, nella pellicola ancora solo un sedicenne che legge le recensioni nelle riviste porno.
Dalle scarse informazioni in nostro possesso sul cast del progetto, sappiamo che Pitt sarà il protagonista, che Margot Robbie è disposta a tornare e Di Caprio quasi certamente non lo farà. La trama, allora, potrebbe vedere Booth continuare la sua carriera come stuntman, ma perdendo l’ingaggio con Rick Dalton potremmo vederlo alle prese con una nuova carriera, nel mondo del porno o come buttafuori nei locali notturni, oppure quale guardia del corpo del nostro critico cinematografico. Le vicende li potrebbero portare a interagire con personalità di spicco, ma anche con la malavita della Hollywood di quel periodo, in un’escalation di violenza e dramma. Conoscendo Tarantino (e Fincher), però, qualsiasi idea possa venirci in mente verrà totalmente sovvertita, stupendoci e trasportandoci in avventure senza pari.
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