Roma, 15 gen. (askanews) – Sostenere l’Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, ma evitare che la fine delle ostilità si traduca in una pace fragile e apparente. Lo ha ribadito oggi il ministro della Difesa Guido Crosetto nelle comunicazioni alla Camera dei deputati sull’evoluzione della situazione in Ucraina. Nel suo intervento, Crosetto ha affermato che “sostenere l’Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull’ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente”. Il ministro ha quindi sottolineato che “interrompere oggi il sostegno, l’aiuto all’Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita”.
Il titolare della Difesa ha ricordato che il decreto legge approvato dal governo proroga fino al 31 dicembre 2026 l’autorizzazione alle forniture di aiuti a Kiev, garantendo continuità a un impegno che l’Italia ha assunto “con serietà e coerenza fin dal primo giorno dell’aggressione russa”. Una scelta che, ha spiegato, arriva in una fase “delicata”, spesso definita di transizione, segnata dal moltiplicarsi di contatti e segnali di una possibile apertura negoziale. Crosetto ha ribadito che l’Italia guarda con favore a una pace stabile e duratura e intende essere “attiva e partecipe in prima persona come nazione”. Allo stesso tempo ha messo in guardia dal rischio di confondere il desiderio di pace con la realtà. “La pace non arriva perché la invochiamo, né perché le opinioni pubbliche sono stanche della guerra”, ha detto, aggiungendo che “la pace si costruisce con fatica, passo dopo passo, con fermezza, lucidità e responsabilità”.
Il ministro ha inoltre richiamato quanto sta accadendo sul terreno, osservando che “mentre la comunità internazionale discute su come rendere credibile il percorso di pace, la Russia non pare arretrare, anzi il contrario”. In questo contesto, ha ricordato, il presidente russo Vladimir Putin continua a dichiararsi pronto a conquistare militarmente i territori ucraini che considera propri in assenza di progressi nei colloqui.
Difendere l’Ucraina significa difendere anche l’Europa, ha avvertito il ministro della Difesa Guido Crosetto in comunicazioni alla Camera dei deputati, delineando l’impostazione del sostegno italiano e internazionale a Kiev. Nel suo intervento, Crosetto ha sottolineato che il conflitto non riguarda solo mezzi militari tradizionali. “Non parliamo solo di carri armati e di artiglieria, ma di tutti i tipi di conflitti possibili e immaginabili”, ha detto, spiegando che il sostegno all’Ucraina deve poggiare su “un’impostazione solida, razionale e strutturata”, articolata su tre livelli.
Il primo binario, ha spiegato il ministro, è quello di “difendere questa notte”. Ciò significa “agire subito, senza ambiguità, per rafforzare le capacità difensive dell’Ucraina”, in particolare contro gli attacchi aerei e missilistici che colpiscono quotidianamente città, infrastrutture e popolazione civile. “Significa fornire sistemi di difesa aerea, radar, capacità di intercettazione”, ha affermato, aggiungendo che “ogni ritardo produce nuove vittime, ogni missile intercettato una vita salvata”. Crosetto ha quindi evidenziato che l’Ucraina, grazie alle capacità sviluppate e testate direttamente sul campo, è diventata “la prima linea della difesa europea”, nonché “un laboratorio di grande rilevanza”, in particolare per quanto riguarda i sistemi unmanned. Il secondo binario è quello che il ministro ha definito “assistere domani mattina”. “La guerra non è fatta solo di fronti e mappe militari, ma di persone che devono mangiare, curarsi, scaldarsi, muoversi”, ha detto, sottolineando che garantire assistenza umanitaria significa assicurare la continuità della vita quotidiana di un popolo che resiste da anni e impedire che “sofferenza e disperazione diventino un’arma nelle mani dell’aggressore”.
Il terzo livello riguarda il medio-lungo termine. Secondo Crosetto, è necessario “investire nel rafforzamento delle capacità di difesa e di deterrenza dell’Ucraina” affinché la pace, quando arriverà, sia stabile. “Aiutare Kiev – ha chiosato – significa garantire la sicurezza dell’Ucraina insieme a quella dell’Europa”.
Mosca, infatti, non mostra una reale volontà di pace in Ucraina e continua a perseguire una strategia fondata sulla forza militare, ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto nelle comunicazioni alla Camera dei deputati, contestando la narrazione russa su una possibile fine del conflitto in Ucraina. Secondo Crosetto, la Russia sostiene che, una volta consolidate e formalmente annesse le province occupate, la guerra potrebbe fermarsi e lasciare spazio alla pace. Tuttavia, ha osservato, “la politica internazionale non si giudica dalle dichiarazioni, ma dai comportamenti”, e i comportamenti messi in atto finora “sembrano raccontare altro”. Il ministro ha posto quella che ha definito la questione centrale: “Chi può davvero avviare una tregua?”. Da un lato, ha spiegato, c’è chi subisce ogni giorno centinaia di attacchi; dall’altro, chi quegli attacchi li conduce. “Il giorno in cui la Russia deciderà di chiudere il rubinetto della violenza e farà seguire alle parole di pace almeno un giorno di pace reale, allora potremo parlare seriamente di una volontà di ottenerla”, ha detto.
E se l’Italia avesse avuto a disposizione i mezzi necessari per impedire i bombardamenti sull’Ucraina, Guido Crosetto li avrebbe inviati senza esitazioni. Ha sottolineato il ministro della Difesa. Il ministro alla Camera ha ricordato che “questa notte, mentre noi dormivamo, su Kiev e su tutta l’Ucraina hanno continuato a cadere migliaia di missili e bombe”. Crosetto ha quindi affermato: “Se avessi avuto la possibilità di dare all’Ucraina i mezzi per impedire a tutte quelle bombe di cadere, e non ce l’ho, glieli avrei dati”, precisando inoltre: “Non mi sarei sentito in colpa”. Crosetto ha sostenuto che “non esistono mezzi buoni e cattivi, ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo”. In questo senso, ha spiegato che “un’arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno”, ma assume un significato diverso quando viene utilizzata per la difesa dei civili: “Quando un’arma impedisce a un’altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa”.
Nel suo intervento Crosetto ha anche evidenziato come l’intensità del conflitto resti elevata nonostante il moltiplicarsi dei contatti diplomatici. Il bilancio delle vittime della guerra in Ucraina ha raggiunto infatti dimensioni drammatiche, con oltre 700mila morti ucraini e più di 1 milione e 200mila vittime russe secondo fonti occidentali. Crosetto ha definito la situazione “una tragedia immensa”.
