La porta di un appartamento cosparsa di benzina, le taniche rovesciate fino al pianerottolo e poi la scintilla che ha provocato un’esplosione capace di far tremare l’intero edificio. È quanto accaduto la sera del 16 febbraio nel quartiere di Chirignago, nel comune di Venezia, all’interno del cosiddetto “Circus”, un grande condominio popolare semicircolare di proprietà dell’Ater. La deflagrazione ha generato una palla di fuoco che ha invaso una scala con dieci appartamenti, provocando momenti di panico tra i residenti.
Nonostante la gravità dell’episodio, non si sono registrate vittime. Tuttavia 18 persone, tra cui 9 bambini, sono state trasportate in ospedale per intossicazione da fumo. Nell’edificio circa la metà degli alloggi risulta occupata abusivamente e da tempo si registrano tensioni crescenti tra nuclei familiari rivali, con episodi di vandalismo, incendi e danneggiamenti. Mai però la violenza era arrivata a un livello tale da mettere a rischio la vita di decine di persone.
Lo scontro tra fazioni e l’incendio doloso
Secondo le prime ricostruzioni, all’origine dell’esplosione ci sarebbe uno scontro tra due gruppi familiari, uno di origine serba e l’altro albanese, residenti nel complesso di via Fratelli Cavanis. Nei giorni precedenti si erano verificati episodi di tensione, tra cui l’incendio di un motorino e reciproci danneggiamenti, fino alla lite scoppiata lunedì sera con urla, minacce e insulti.
“Io a loro portavo rispetto”, afferma un trentenne serbo che ha visto il proprio appartamento distrutto dalle fiamme, presumibilmente appiccate dai rivali. Un ventenne è stato fermato dalla polizia il giorno successivo, ma secondo alcuni testimoni non avrebbe agito da solo: cinque o sei persone avrebbero trasportato insieme le taniche di benzina fino alla porta dell’abitazione per appiccare il rogo intorno alle 23.
Il salvataggio degli inquilini e il palazzo inagibile
Il fumo denso, acre e oleoso ha invaso rapidamente la palazzina, rischiando di intrappolare diversi residenti nelle proprie case. “Non ho mai visto mio marito piangere. Ieri (lunedì, ndr) è stata la prima volta – racconta una signora che vive con il consorte che ha problemi di deambulazione proprio nel condominio dov’è scoppiato l’inferno -. Lui singhiozzava, mi diceva “non andartene, non lasciarmi”. Era terrorizzato”. L’ascensore era fuori uso, con le lamiere deformate dal calore.
A salvare gli inquilini sono stati i vigili del fuoco, intervenuti con autoscale, autopompe e gru, che hanno fatto evacuare anche bambini dai balconi del primo e del terzo piano, affidandoli poi alle forze dell’ordine e ai sanitari del Suem. Tra i residenti c’erano anche donne incinte e anziani in carrozzina, trasferiti negli ospedali dell’Ulss 3. Nessuno ha riportato gravi conseguenze, ma il condominio è stato posto sotto sequestro e dichiarato temporaneamente inagibile, lasciando molte famiglie senza casa.
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