Sondaggio di Italia Solare presentato a KEY 2026 sulla presenza femminile nel settore delle rinnovabili: ambiente inclusivo, ma la quota di lavoratrici si ferma al 35% e permangono alcuni elementi di disparità.
L’89% degli intervistati definisce il settore delle rinnovabili un ambiente inclusivo in cui le donne si sentono rispettate, ascoltate e valorizzate. Questo elemento estremamente positivo si accompagna però a elementi di criticità rispetto a una minore rappresentanza delle donne nel settore e a elementi di disparità percepita.
È quanto emerge dall’indagine su circa 600 aziende del settore delle rinnovabili e del fotovoltaico, realizzata da ITALIA SOLARE e KEY – The Energy Transition Expo con il supporto di Excellera Intelligence, che analizza la presenza femminile e le dinamiche di inclusività nel comparto.
Presenza femminile ancora limitata: il 35% degli occupati, con concentrazione nelle funzioni non tecniche
Secondo i partecipanti all’indagine, le donne rappresentano il 35% dei dipendenti del comparto. Poco più di una donna su quattro (28%) opera nell’area tecnica, mentre il 72% è impiegato in altre funzioni aziendali, con una maggiore presenza nell’area Amministrazione (27%).
Leadership femminile: margini di crescita nei ruoli decisionali
Sul fronte delle posizioni apicali, il report evidenzia una presenza femminile ancora contenuta seppur in linea con i trend di altri settori: il 67% delle aziende ha almeno una donna in posizioni di vertice, mentre il 33% non ne ha nessuna. Se il dato a livello aggregato è positivo, nel momento in cui ci si concentra sulla leadership femminile la quota si assottiglia decisamente: solo 1 azienda su 10 dichiara di avere una donna come AD, DG o amministratrice unica, mentre il 4% segnala una presenza femminile nei ruoli di Presidente o Vicepresidente.
Esperienze e percezioni di disparità nel contesto lavorativo
L’89% degli intervistati pensa che nella propria azienda ci sia un clima inclusivo e rispettoso dell’universo femminile. Questo elemento è molto positivo per il settore e ha un portato positivo anche in termini di attrattività di talenti per le aziende che lo rappresentano; un elemento cruciale in un momento storico in cui il mismatch fra domanda e offerta di posti di lavoro è sempre più ampio.
Questo dato però non equivale a dire che non esistano criticità, quasi una donna su due (48%) afferma di aver assistito nel suo percorso professionale a episodi riconducibili a disparità di genere. Gli episodi si verificano sia all’interno delle aziende sia durante eventi pubblici o incontri di lavoro.
Gli episodi riportati riguardano principalmente delegittimazione tecnica e professionale, utilizzo di linguaggio non inclusivo, differenze nell’attribuzione di responsabilità e nei trattamenti economici.
L’indagine evidenzia inoltre una significativa differenza di percezione tra uomini e donne rispetto alle opportunità professionali nel settore. Tra gli uomini intervistati, circa due terzi (67%) ritengono che esistano pari opportunità di carriera tra i generi, mentre questa convinzione è condivisa solo dal 41% delle donne. Il divario percettivo risulta ancora più marcato sul tema della parità retributiva: il 65% degli uomini considera equilibrate le retribuzioni tra uomini e donne, a fronte del 28% delle lavoratrici che esprime la stessa valutazione.
Strumenti e politiche aziendali
Sul fronte degli strumenti organizzativi, il settore mostra una diffusione significativa di politiche a supporto dell’equilibrio tra vita professionale e personale: il 78% degli intervistati dichiara infatti che nella propria azienda sono attive misure di flessibilità e conciliazione vita-lavoro. Accanto a questo dato positivo emerge tuttavia un elemento di attenzione: circa una donna su cinque (21%) ritiene che l’utilizzo di tali strumenti possa comportare possibili ripercussioni sul percorso professionale, segnalando la persistenza di timori legati a potenziali penalizzazioni di carriera.
“Il comparto energetico, e con questo anche il mondo delle rinnovabili e del fotovoltaico, è storicamente rappresentato da una forte presenza maschile. Negli anni abbiamo visto cambiare il trend, con aziende sempre più aperte e attente alla parità di genere, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Come Associazione stimoliamo tale cambiamento e questa iniziativa è un passo concreto nella presa di coscienza di quello che manca e di ciò si può fare per sostenere una presenza maggiore delle donne nel nostro settore. Quello che appare evidente è che oltre a una mancanza di figure femminili nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), resta ancora molto un fatto culturale. Partire da qua per promuovere il cambiamento è fondamentale e ITALIA SOLARE con le sue attività se ne rende promotrice” commenta Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE.
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Le professioni legate al mondo dell’energia restano ancora poco presidiate dalla componente femminile, anche perché le donne intraprendono in misura limitata percorsi di studio e carriere nelle discipline STEM. Questo rapporto porta l’attenzione su un tema strategico per il futuro della filiera energetica e offre elementi utili a favorire una maggiore presenza femminile nel mondo tecnico e scientifico. Si tratta di un percorso che può rafforzare ulteriormente il contributo di competenze e valore che le donne già oggi portano nella filiera” Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group
Metodologia
- L’indagine si basa su una rilevazione CAWI (Computer Assisted Web Interview) a cui hanno partecipato complessivamente 597 rispondenti, articolata in due campioni:
Raccolta di dati oggettivi sulla occupazione femminile: 245 interviste rivolte a figure con responsabilità di indirizzo e gestione nelle aziende del settore (tra cui imprenditori, Amministratori Delegati e C-level, manager, dirigenti e quadri). Questo campione raccoglie dati su composizione della forza lavoro, distribuzione per funzioni, presenza femminile in posizioni apicali e in organi di governance. - Raccolta di opinioni sulla inclusività del comparto: 536 interviste a persone impiegate nel comparto energetico (ruoli diversi, inclusi profili tecnici e non tecnici), finalizzate a misurare percezione del clima inclusivo, esperienze di discriminazione subita/assistita e valutazioni su strumenti e policy aziendali.
Il perimetro delle aziende considerate è a prevalenza rinnovabili (99%) e, tra queste, con forte presenza del solare fotovoltaico (98%).
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Le professioni legate al mondo dell’energia restano ancora poco presidiate dalla componente femminile, anche perché le donne intraprendono in misura limitata percorsi di studio e carriere nelle discipline STEM. Questo rapporto porta l’attenzione su un tema strategico per il futuro della filiera energetica e offre elementi utili a favorire una maggiore presenza femminile nel mondo tecnico e scientifico. Si tratta di un percorso che può rafforzare ulteriormente il contributo di competenze e valore che le donne già oggi portano nella filiera” Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group