Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso di allontanare la mamma dei bambini del bosco dalla casa famiglia nella quale le era concesso di stare insieme con i piccoli e di separare anche i minori.
Lo ha confermato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, prima di entrare nella casa famiglia dove oggi è in programma la perizia psicologica sui bambini: “C’è un’ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato che, in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre. Probabilmente questa consulenza, avrebbe detto Andreotti, non andava bene come stava andando, così l’abbiamo interrotta”, ha chiosato l’avvocato visibilmente irritato dalla decisione dei giudici.
Non è chiaro a questo punto se i test psicologici sui minori saranno effettuati nella struttura protetta o se, invece, in un altro luogo, come inizialmente chiesto anche dallo stesso team legale che segue la coppia anglo-australiana. La perizia è in programma oggi e domani.

In cosa consiste la perizia
I tre figli della coppia anglo-australiana dovranno essere sottoposti ad una serie di test dalla consulente tecnica d’ufficio nominata dai giudici minorili, la psichiatra Simona Ceccoli.
La professionista incontrerà i minori. L’attività si svolgerà alla presenza del perito nominato dalla difesa, lo psichiatra Tonino Cantelmi. La perizia dovrà stabilire lo stato psicologico dei tre bambini e fa seguito a quella sulla capacità genitoriale dei due coniugi, Nathan e Catherine. La perizia sui bambini durerà due giorni e i risultati saranno inviati alle parti entro 60 giorni.
Il proprietario del casolare: “Affitto ancora per un anno”
Intanto, il proprietario del casolare dato in comodato gratuito alla ‘famiglia nel bosco’, l’ex ristoratore di Ortona Armando Carusi, sottolinea di voler proseguire la locazione solo per un altro anno nonostante la proposta di una fondazione del nord Italia di voler pagare le spese di locazione fino a quando i tre bambini saranno maggiorenni. “Ho voluto fare questo gesto di solidarietà verso Nathan per favorire il ricongiungimento e, quindi, continuo a sperare che questo avvenga al più presto. Per cui posso accettare un altro anno ma non altro”, ha detto all’Ansa. In Comune, poi, non è stato ancora presentato alcun progetto di ristrutturazione del casolare nel bosco da parte di Nathan. Non si esclude, secondo testimonianze raccolte, che la famiglia possa optare di trasferirsi in un casolare più ampio rispetto a quello attuale, sempre nell’area del bosco.
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