Forest bathing e turismo esperienziale

Sempre più diffuse le nuove modalità di frequentazione degli ambienti forestali. Dalla Nuova Zelanda un’offerta interessante rivolta a turisti, gruppi e team aziendali

Negli ultimi anni si sta affermando una nuova modalità di frequentazione degli ambienti forestali, basata sull’esperienza diretta e consapevole della natura. Il cosiddetto forest bathing – letteralmente “bagno di foresta” – non consiste semplicemente nel camminare in un bosco, ma in un’esperienza guidata che invita a rallentare, ascoltare e percepire in modo più profondo l’ambiente naturale.

Un esempio interessante arriva dalla Nuova Zelanda, dove sull’isola di Waiheke un operatore turistico propone esperienze guidate di immersione sensoriale nella foresta rivolte a turisti, gruppi e team aziendali. Il percorso inizia con una breve introduzione sul benessere legato alla presenza nel bosco e prosegue con una camminata lenta, scandita da momenti di osservazione, riflessione personale e condivisione tra i partecipanti. L’obiettivo è favorire una percezione più attenta dei suoni, degli odori e delle forme della foresta, trasformando la semplice escursione in un’esperienza di consapevolezza ambientale.

Un aspetto di queste attività da non sottovalutare è che non si esauriscono nell’esperienza stessa. L’intento è fornire alle persone strumenti per “leggere” meglio la natura che le circonda anche successivamente, nella vita quotidiana. In questo senso il forest bathing diventa una sorta di educazione percettiva al paesaggio forestale: una modalità per recuperare attenzione, curiosità e capacità di osservazione nei confronti dell’ambiente naturale.

In questo processo la componente umana è essenziale. Chi conduce queste attività non si limita ad accompagnare i partecipanti lungo un sentiero: cura attentamente sia il contesto naturale sia la qualità dell’esperienza. In Nuova Zelanda, ad esempio, i facilitatori lavorano molto sulla creazione di un’atmosfera favorevole alla percezione sensoriale e alla predisposizione mentale dei partecipanti. L’organizzazione dell’esperienza, i tempi della camminata, i momenti di silenzio e di condivisione sono tutti elementi progettati per favorire un coinvolgimento profondo con l’ambiente forestale.

Queste iniziative sono rivolte soprattutto a persone che vivono in contesti urbani, spesso abituate a trascorrere gran parte della giornata in spazi chiusi. Il contatto guidato con la natura diventa quindi un’occasione per recuperare benessere psicofisico, ridurre lo stress e ristabilire un rapporto più diretto con l’ambiente naturale.

 Il forest bathing ha tuttavia due facce ben distinte: è benessere per chi ne fruisce e attività professionale per chi lo organizza. Le esperienze organizzate sull’isola di Waiheke hanno prezzi relativamente elevati e rappresentano un servizio turistico strutturato che crea occupazione per guide e operatori specializzati. In alcuni casi si tratta di esperienze private di circa tre ore, proposte a gruppi ristretti e integrate nell’offerta turistica dell’isola.

Il confronto con l’Italia mette in evidenza differenze significative sia nei prezzi sia nella disponibilità a pagare per questo tipo di servizi. Anche nel nostro Paese il turismo esperienziale in ambiente forestale è in crescita e molte aree montane e collinari stanno cercando forme di fruizione compatibili con la conservazione degli ecosistemi. Tuttavia l’offerta è spesso meno strutturata e i modelli economici sono ancora in fase di definizione.

La sfida per il contesto italiano è quindi duplice. Da un lato occorre integrare accoglienza turistica, educazione ambientale e gestione attiva del bosco, evitando banalizzazioni commerciali che riducano l’esperienza forestale a semplice intrattenimento. Dall’altro lato potrebbe essere utile osservare con attenzione le esperienze internazionali, come quella neozelandese, per capire quali elementi organizzativi e imprenditoriali possano essere adattati alla realtà italiana.

Proprio nel confronto tra modelli diversi potrebbe emergere l’opportunità di fare un salto di qualità: valorizzare la foresta non solo come spazio naturale da visitare, ma come luogo di esperienza, conoscenza e benessere capace anche di generare nuove economie locali.

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