“Il Board of peace è un gigantesco comitato d’affari, di speculazione immobiliare, ed è il luogo nel quale, sotto il comando privatistico di Trump, presidente a vita, si organizza una impressionante operazione di carattere coloniale. E lo si fa sulla pelle del popolo palestinese, su chi ha subito il genocidio dopo la distruzione totale di Gaza”.
Così il co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, in un’intervista a Repubblica, sottolineando che “sulla formula proposta da Tajani dopo il tragico, c’è il ridicolo. La figura dell’osservatore non esiste”.
“Il comitato d’affari di Trump – attacca ancora Fratoianni – si costituisce non come un contraltare ma come antagonista dell’Onu e dell’ordine multilaterale fondato sul diritto internazionale”. Per questo, a suo parere, “siamo di fronte a un obiettivo programmato: distruggere il diritto internazionale e creare un nuovo sistema fondato sulla legge del più forte e del più ricco. Delle armi e dei soldi. Del potere e dell’arroganza”. Parlando di Francesca Alabanese, infine, Fratoianni ha detto che “è oggetto di una indecente campagna di delegittimazione fondata su fake news ed è vittima delle sanzioni americane. Il governo italiano – ha concluso – non ha trovato niente di meglio da fare se non associarsi a questa campagna”.
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