Giappone, Fukushima a quindici anni dall’incidente nucleare

Fukushima Daiichi

A rilento lo smantellamento della centrale nucleare, mentre procede lo scarico in mare delle acque trattate. L’Aiea: “Concentrazioni di trizio al di sotto dei limiti”. Il Primo ministro Takaichi: “Faremo in modo che la lezione non sia dimenticata”

Quindici anni dopo, il Giappone ha ricordato la tragedia di Fukushima con un minuto di silenzio alle 14,46, l’ora del disastro. L’11 marzo del 2011 un terremoto di magnitudo 9, il sisma più potente mai registrato in Giappone, e il conseguente tsunami, hanno provocato l’incidente alla centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi, gestita dalla Tokyo Electric Power Company. L’acqua, con onde alte 14 metri, sommerse la centrale nucleare, mettendo fuori uso i generatori di emergenza. È stato il secondo incidente più grave della storia verificato in una centrale nucleare, dopo quello di Chernobyl dell’aprile 1986. Le vittime complessive furono oltre 22mila, centinaia di migliaia gli sfollati. A distanza di quindici anni, 2.519 persone risultano ancora disperse in sei prefetture.

Come riporta il Japan Times, il primo ministro Sanae Takaichi ha partecipato a una cerimonia commemorativa nella prefettura di Fukushima in memoria di tutte le persone che hanno perso la vita. “Il devastante terremoto e lo tsunami – ha commentato Takaichi – insieme all’incidente nucleare di Fukushima, hanno causato la morte di molte persone. Faremo in modo che le preziose lezioni apprese dagli immensi sacrifici causati dal disastro non vengano mai dimenticate e vengano trasmesse alle generazioni future”. Per Fukushima oggi la sfida consiste nello smantellare e smaltire i resti della centrale.

Takaichi ha aggiunto che, attingendo alle esperienze maturate nell’affrontare il terremoto di magnitudo 9.0 e il conseguente tsunami, il governo accelererà i preparativi contro le catastrofi naturali su larga scala – che si prevede continueranno a verificarsi nella nazione – ad esempio istituendo un centro di comando incaricato di tutte le questioni relative alle catastrofi, dalla preparazione alla prevenzione e alla ricostruzione.

Nel frattempo, continua dal 2023 lo scarico in mare delle acque di Fukushima trattate con il metodo dedicato ALPS (sistema avanzato di trattamento dei liquidi). A oggi sono stati scaricati in mare circa 133.000 metri cubi d’acqua e il 6 marzo scorso è iniziato lo scarico del 18esimo lotto. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha confermato che i livelli di trizio, come in tutti i primi 17 lotti, erano ben al di sotto dei limiti operativi fissati dal Giappone e conforme agli standard di sicurezza internazionali.

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